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Serino – Gestione De Feo, il Pd: “Non ci resta che piangere”

Riceviamo e pubblichiamo:

Pensavamo che l’amministrazione Ingino, sul piano del rispetto delle regole democratiche ovvero dei diritti della minoranza, fosse stata la più inadempiente degli ultimi decenni. Dobbiamo ricrederci, non è così! L’amministrazione in carica, capeggiata dal sindaco Gaetano De Feo, è riuscita a fare peggio. La giunta De Feo ha indetto in seduta straordinaria il consiglio comunale per venerdì 28 marzo, alle ore 8.30, di mattina in prima ed unica convocazione,esattamente un mese e venti giorno dopo l’ultima seduta dell’organo consiliare. In quella seduta i consiglieri del Partito Democratico, Vincenzo Ianniello e Federico Rocco, chiesero al Sindaco che alla seduta successiva partecipasse il prof. Marcello Petrignani, tecnico incaricato per la redazione del nuovo piano urbanistico comunale, ed in quella sede rendesse conto del lavoro sin qui svolto in rapporto agli indirizzi a suo tempo indicati dal consiglio, anche alla luce delle voci circolanti nel paese di presunte manovre speculative . A quella seduta, svoltasi come di consueto nel tardo pomeriggio, i cittadini parteciparono numerosi visto che si sapeva che il consigliere Rocco avrebbe sollevato la spinosa questione ed anche perché è ormai diffuso nel paese un forte malessere per i risultati di un’amministrazione incapace ed inconcludente (rimandiamo ad un secondo manifesto l’elenco dettagliato di tutti i ritardi,le omissioni e gli sprechi di risorse a supporto delle nostre affermazioni). Fosse dipeso da noi il consiglio comunale si sarebbe già svolto in quanto la legge prevede che quattro consiglieri comunali possono richiedere, su uno specifico ordine del giorno, la convocazione del consiglio e il suo svolgimento entro venti giorni dalla richiesta; purtroppo tra i rimanenti consiglieri di opposizione non abbiamo trovato le altre due firme, pazienza. E così il sindaco-presidente, con un’opposizione che non riesce neanche a mettersi d’accordo su una richiesta di convocazione del consiglio, ha pensato che è inutile convocare l’organo se non fosse stato per alcuni adempimenti di esclusiva competenza del consiglio (ad esempio la determinazione delle aliquote ICI per il 2008).E’ inutile quindi infastidire i cittadini facendoli partecipare ai lavori del consiglio, dove magari si alza un rompiscatole dell’opposizione e chiede chiarimenti su argomenti imbarazzanti per qualcuno. Allora basta con la “demagogia”, le “illazioni” degli oppositori che vogliono solo denigrare e disturbare chi tanto si “prodiga” per i suoi amministrati; di certe cose è meglio discutere e trattare in stanze chiuse lontano da orecchie indiscrete (come per esempio nei consigli di amministrazione), basta con questa solfa della partecipazione , della democrazia. L’opposizione continui a stare zitta come ha fatto fin’ora e non dia fastidio! Il consiglio perciò è meglio farlo di mattina, alle 8.30; si tralascia di inserire all’ordine del giorno una mozione presentata da due consiglieri come previsto dal regolamento per lo svolgimento dei lavori del consiglio (solo dopo le nostre proteste è stato varato un o. del g. aggiuntivo), viene ignorata la richiesta di affrontare il lavoro fin qui svolto sul piano urbanistico. Al massimo il consiglio ne potrà discutere quando i giochi saranno fatti e dovrà solo ratificarlo a scatola chiusa, giusto perché è la legge a “imporre” questa “scocciatura”) e, cosa più grave, neanche un accenno alla volontà dell’amministrazione, manifestata con dichiarazioni attraverso i giornali e le televisioni locali, di accogliere nel comune di Serino un impianto di compostaggio, cioè di trattamento della frazione organica dei rifiuti da trasformare in concime. Complimenti un bell’esempio di senso delle Istituzioni e di rispetto delle regole democratiche da parte di chi evidentemente pensa che la Cosa Pubblica sia “cosa sua”e, dunque, insieme ad altre persone “cosa nostra”. Sia chiaro, noi del Partito Democratico su questioni delicate come quella del ciclo dei rifiuti abbiamo una sola posizione responsabile , a Roma come a Napoli, ad Avellino come a Serino: gli impianti di compostaggio come gli impianti per la produzione di cdr ed i termovalorizzatori nonché le discariche controllate per fos e sovvalli sono necessari e quindi nessuno, neanche noi serinesi, possiamo dirci d’accordo solo quando la loro localizzazione non interessa il nostro territorio. Ma qui il punto è un altro: può il consiglio comunale, massimo organo di rappresentanza di tutta la popolazione essere tenuto all’oscuro di una problematica così delicata? Ci diranno, vedrete, che non è questa la loro volontà; che (come per il piano urbanistico) il consiglio sarà investito del problema successivamente. Intanto chi ha autorizzato il sindaco e altri soggetti ad avanzare tale proposta senza conoscere le dimensioni dell’impianto, i quantitativi che si pensa di sversare quotidianamente, la localizzazione dell’impianto stesso e, in ultimo e non per ultimo, come si pensa di coinvolgere i cittadini per evitare films già visti negli ultimi mesi, qui in Campania? Come si vede amministrare un comune non è cosa che si può improvvisare pensando di cavarsela con manifesti di auguri e manifestazioncelle da quattro soldi che servono solo a sciupare i soldi dei cittadini e, magari ,farsi qualche amico. Infine chiediamo al sindaco, e lo faremo con maggiore forza nella seduta consiliare del 28 p. v. come pensa di andare avanti con una giunta dove un assessore , mettendo nero su bianco, segnala che un atto amministrativo adottato dal consiglio, da egli votato insieme alla maggioranza, è illegittimo. Come vedete c’era tanta di quella roba da suggerire una discussione, la più ampia possibile, al cospetto della cittadinanza! Dato il periodo Pasquale, vogliamo sperare in un ravvedimento altrimenti, cari concittadini, veramente… non vi resta che piangere! Auguri a tutti e, chi può, venga ad assistere ai lavori del consiglio, per gli altri registreremo il dibattito e magari ve lo facciamo vedere su un maxi-schermo.

I consiglieri del Partito Democratico, Vincenzo Ianniello e Federico Rocco.

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