Serie B – Il cuore rianima i lupi, sbancata Rimini: 2-3 il finale

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Rimini 4-3-2-1: Agliardi, Vitiello (54’ Rinaldi), Milone, Sottil, Bravo (90’ Paponi), Catacchini, Frara, La Camera; Pagano (76’ Docente), Ricchiuti, Cipriani
A disp: Pugliesi, Matteini, A.Marchi, M. Marchi
All: Seleghini
Avellino 4-4-1-1: Gragnaniello, Gazzola, Cosenza, Pecorari, Mesbah, Pacilli (46’ Babù), Di Cecco, Dettori (46’ Venitucci), Koman (75’ Vaskò), Ciotola, Visconti
A disp: Del Giudice, De Martino, Pepe, Aubemayang
All: Campilongo
Risultato:2-3
Arbitro: Dondarini di Finale Emilia/Assistenti:Griselli di Livono e Biasutto di Vicenza. Quarto Uomo: Di Francesco di Teramo
Reti: 19’ Visconti (AV), 32’ Frara (RIM), 40’ Ricciuti (RIM), 63’ Pecorari (AV), 85’ Venitucci (AV)
Ammoniti: Pacilli, Pecorari, Di Cecco, Ciotola (AV) Bravo, La Camera (RIM)
Angoli: 6-6
Recupero: 1’pt e 3’ st



COMMENTO – I lupi si giocano le ultime speranze, oggi o mai più. Questo il monito in casa Avellino che riesce di rimonta a regalare una gioia ai tanti tifosi accorsi al ‘Romeo Neri’. Tre goal rifilati al Rimini in rimonta e tre punti che mostrano il carattere di un undici che anche a Brescia non aveva meritato. È un lupo tutto cuore, grinta e polmoni quello che scende in campo in Riviera. Una sfida non adatta ai deboli di cuore, quella tra la squadra di Campilongo e quella di Selighini. Finisce 3-2 grazie anche alle mosse indovinate dal trainer partenopeo. In goal per i lupi Visconti, Pecorari – al suo terzo centro stagionale – e Venitucci, su assist del ritrovato Babù che, nonostante una non eccellente condizione fisica, mostra tutte le sue qualità. Nel secondo tempo l’ex trainer della Cavese schiera Vaskò centravanti e questa forse è la definitiva bocciatura per Aubameyang che nelle 25 gare giocate ha dimostrato di non essere assolutamente pronto per il campionato cadetto. Una scelta infelice di chi ha assemblato la squadra in estate: sovraffollamento in tanti reparti e carenza in alcuni ruoli clou. Ma adesso è inutile pensarci.

LE SCELTE – Campilongo è costretto a cambiare ancora il suo Avellino: oltre a De Zerbi e Sforzini, infortunati, viene privato anche di Padelli e Doudou, fermati dal giudice sportivo. Rispetto alla sfida persa martedì sera contro il Brescia, rientrano Ciotola e Gazzola. In porta ritorna, dopo oltre un mese, Gragnaniello, mentre in avanti il baby Visconti viene preferito ad Aubameyang. 4-4-1-1 per i biancoverdi con Gragnaniello in porta, difesa a quattro composta Gazzola-Cosenza-Pecorari e Mesbah. A centrocampo Pacilli-Di Cecco-Dettori e Koman. In avanti, alle spalle di Visconti, Ciotola. Padroni di casa privi di Cardinale e Paraschiv, infortunati. A saltare il match con i biancorossi anche Basha per squalifica. In avanti Selighini si affida alla coppia Ricchiuti-Cipriani.

CRONACA – Biancoverdi che provano a premer da subito sull’acceleratore: 4’ ed è Mesbah a provarci da fuori area, ma la conclusione del magrebino viene bloccata da Agliardi. Le squadre provano a pungere, ma il gioco si sviluppa prevalentemente a centrocampo. 19’ e l’Avellino trova il guizzo vincente e riesce a portarsi avanti grazie al baby Visconti. Il centravanti napoletano, alla sua seconda apparizione da titolare dopo quella contro il Sassuolo, sigla la prima rete in cadetteria. Una bella conclusione in diagonale dopo il suggerimento di un caparbio Koman che ruba palla sulla corsia di destra. Lupi in avanti sostenuti dagli applausi dei 200 accorsi in Romagna. Gli irpini provano a chiudere la contesa: al 23’ triangolazione Pacilli-Visconti-Pacilli con la conclusione del piccolo aquilano che è facile preda dell’estremo di casa. Al 32’ il Rimini raggiunge il pari – angolo per i padroni di casa – Cipriani prende l’ascensore ed interviene di testa. Gragnaniello salva miracolosamente sulla linea, ma Frara è ben appostato e deposita nel sacco. Un minuto dopo è Vitiello a provarci di testa, palla che termina di poco al lato. Al 37’ il numero uno irpino si oppone ancora una volta a mano aperta sull’uomo goal biancorosso. Il pericolo è nell’area e si materializza nuovamente dopo pochi minuti. Al 40’ punizione di Pagano, difesa irpina immobile, il piccolo Ricchiuti di testa ribalta il risultato. Al 42’ i lupi provano a reagire con Pacilli, ma il tiro viene bloccato senza problemi da Agliardi. È questo l’ultimo flash di un primo tempo giocato ad armi pari.

RIPRESA – L’Avellino vuole i tre punti, Campilongo manda nella mischia Babù e Venitucci al posto di Pacilli e Dettori. Il doppio cambio con il passare dei minuti giova ai lupi che dopo le paure iniziali prendono coraggio. Al 47’ conclusione di Pagano su spizzicata di Cipriani: Gragnaniello c’è. 52’ e Babù serve l’accorrente Ciotola che calcia a rete. Tiro deviato in angolo da Agliardi. Al 59’ Sottil, solo davanti alla porta, manda il pallone alto. Al 63’ sorti dell’incontro ristabilite, angolo di Mesbah, Pecorari prende l’ascensore ed insacca la sfera dove l’ex numero uno del Palermo non può arrivare. 64’ e Frara spaventa nuovamente l’Avellino con un intervento di testa su angolo di Pagano che si stampa sul palo. Al 78’ Campilongo tenta il tutto per tutto, tira fuori Koman ed inserisce Vaskò al centro dell’attacco. Ad otto dal termine, dopo alcune conclusioni non pericolose dei biancorossi, è Babù a cercare il bersaglio grosso dopo essersi accentrato. Palla deviata in angolo. Il carioca è scatenato e dai suoi piedi parte il pallone che regala la vittoria ai lupi: all’84’ recupera palla al limite dell’area e scarica su Venitucci che di sinistro non perdona. All’89’ è La Camera a provarci, ma Gragnaniello si oppone egregiamente. Dopo 3’ di recupero, Dondarini fischia la fine del match. L’Avellino vince la sua terza partita fuori casa, dopo i successi con Ancona e Piacenza. Una vittoria bella, voluta e meritata, che forse non servirà ai fini del risultato finale, ma che mantiene viva la flebile fiammella aspettando la Salernitana, domani impegnata a Parma. E chissà se con il rientro di De Zerbi il sogno non possa continuare. Fatto sta che questa squadra ancora una volta ha dimostrato di tenere alla maglia ed a differenza di altre recenti retrocessioni questa potrebbe avere un sapore diverso. Al termine del match applausi per tutti. Ora per rimanere in piedi ci vorrà un vero e proprio miracolo: cinque partite, tre scontri diretti. Con un pò di fortuna tutto è possibile. Sperare è lecito, ma con moderazione, scindendo cuore da razionalità. Al termine delle ostilità si tireranno le somme. Fatto sta che tutti vorrebbero il lieto fine. Non ci resta che aspettare il 30 maggio e sperare di aprire gli occhi al termine della sfida con l’Empoli e trovarsi agganciati al treno play-out. Per adesso, giusto godersi questo successo. Al resto si penserà dopo.

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