![]()
Vincere il derby è tutto questo ma è anche di più. Già una settimana prima si comincia a respirare nelle rispettive città un’aria intrinseca di emozioni, ansie, angosce, perchè la vittoria non rappresenta solo la gioia di vedere la propria squadra battere l’avversario al termine della partita. La felicità per il successo del derby dura ben oltre una settimana e dunque perdere vuol dire subire gli sfottò, le prese in giro, gli sberleffi per tutti i giorni dei mesi seguenti, sui luoghi di lavoro, su internet, sui giornali, nei forum, con la segreta speranza di potersi rifare nella partita di ritorno. Poche ore ancora e l’attesa terminerà. Sul bagnato manto erboso del Partenio, si troveranno di fronte lupi e cavallucci, per dar vita a un derby sentitissimo, ma che mai come quest’anno sembra avere un sapore diverso. Stavolta la tensione non si è tagliata a fette, l’atmosfera è stata diversa, il clima della vigilia è stato più disteso e sereno… Perché?
La risposta è semplice: mancherà quella componente che dava ‘sale’ a questa partita, mancheranno i tifosi granata. Cosa che in parole povere significa per gli ultras irpini, così come per quelli salernitani, l’impossibilità di fronteggiarsi a colpi di coreografie, striscioni, cori e soprattutto sfottò… nonostante ciò, si prevede un Partenio più gremito del solito, segno che il suo fascino il derby non l’ha perso del tutto.
I supporter di casa ci tengono a vincere questa partita per due motivi. Innanzitutto per una questione di classifica: battere i rivali di sempre, significherebbe infatti agganciarli in classifica e soprattutto invischiarli definitivamente nella lotta per la salvezza, spalancando le porte di una crisi, già latente, ma che il neo tecnico Mutti e il presidente Lombardi potrebbero non essere in grado di gestire…
E poi perché ottenere i tre punti, significherebbe confermare quel trend positivo che negli ultimi anni vede i biancoverdi sempre prevalere sui granata tra le mura amiche del Partenio e avere la possibilità, almeno fino alla gara di ritorno, di poter vantare quella superiorità calcistica, che da anni scalda i dibattiti tra le parti.
Ma non c’è più tempo per le parole, né per i ricordi,…
Altra storia, altri protagonisti, altra atmosfera… 13 dicembre 2008, ore 16, Avellino – Salernitana: ciak si gira! Vinca il più forte, ma soprattutto la sportività e la civiltà…. (di Nicola Iannaccone)