Sergio Castelluccio re del poker

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Quando in Italia si parla di Texas Holdem non nominare Sergio Castelluccio equivale ad omettere il nome di Iniesta tra i giocatori più influenti della Spagna Campione del Mondo. Il grinder Avellinese, assieme a Dario Sammartino rappresenta una delle punte di diamante del panorama pokeristico nostrano. Classe ’74, Castelluccio ha fatto sognare l’Italia del poker mancando di un soffio il final table all’evento più prestigioso della categoria: Le World Series of Poker, svoltesi lo scorso anno in quel di Las Vegas.

Aggressività e capacità di lettura non mancano di certo a questo giocatore, soprannominato non a caso “Il Genio” per il suo talento cristallino. Grande appassionato di matematica e statistica è cresciuto a pane e poker, cimentandosi in una delle tante poker room esistenti sul web, proprio come questa nella quale è possibile giocare a poker online, sotto lo pseudonimo di “geniodelletartarughe”. Cash game e tornei affinano le sue abilitò, e nel 2009 è pronto a conquistare il suo primo piazzamento di rilievo in un torneo live, assicurandosi ben 64.000 euro all’Ept Grand Final di Montecarlo, maturati grazie ad un ottimo sedicesimo posto. Nello stesso anno colleziona due ITM nel circuito IPT e un trentanovesimo posto all’EPT di Barcellona, che arricchisce il suo Bankroll di altri 20.000euro.

La fama a livello internazionale cresce senza soluzione di continuità, grazie al secondo posto conquistato all’Evian Poker Tour. Il mancato successo al torneo francese, dal ricco buy-in di 2.000 euro è solo il preludio ad un ascesa inarrestabile verso le vette del poker nazionale. Infatti dopo un quinto e un settimo posto rispettivamente agli Ipt di Sanremo e Venezia, conditi da una medaglia di bronzo conquistata al Master event del Poker Grand Prix, riesce finalmente a conquistare la Picca nell’agosto del 2010. Un palpitante Heads-up contro l’agguerrito Stefano Demontis, gli permette di mettere le mani sul ricco primo posto del valore di 200.000 euro ed entrare di diritto nell’elite del poker. Ma come anticipato all’inizio, la consacrazione nell’olimpo dei più grandi arriva con la quattordicesima piazza conquistata al main event delle Wsop, che a detta del Genio presenta la struttura più giocabile in assoluto per quanto concerne il Texas Holdem. A differenza dell’Ept, pieno zeppo di avversari coriacei sin dai primi livelli, il field del torneo più ambito al mondo sembra essere più abbordabile, almeno nelle prime fasi di gioco. Per ora il risultato più alto mai raggiunto da un player italiano è quello centrato nel 2010 da Filippo Candio, capace con la sua quarta posizione di sfiorare il podio, portandosi a casa oltre 3 milioni di dollari. Castelluccio non è riuscito a ripetere l’impresa, ma secondo quanto dichiarato vincere un braccialetto alle Wsop non è mai stato un suo sogno nel cassetto. Certo, ripensando a quanto vissuto qualche mese fa qualche rammarico resta ancora, come ad esempio la mano che sancisce la sua eliminazione dal torneo, in cui lo stesso campione ammette che a posteriori avrebbe preferito openraisare x2 due il suo Asso cinque da bottone, per poi eventualmente foldare, invece di mandare direttamente i resti e tornare a casa con l’amaro in bocca.

In questo caso però i rimpianti lasciano il tempo che trovano, poiché con uno stack ridotto e i bui che incalzavano non c’era un gran margine di scelta. Invece di focalizzare l’attenzione sull’ultima mano, il grinder campano punta il dito su due scelte opinabili, che gli sono costate tante chip in una fase del torneo in cui il rapporto tra il suo stack e i bui era più vantaggioso. In primis un call azzardato ad una 3bet di un avversario tight in posizione, e secondariamente la mano giocata contro McLaughlin che gli è costata oltre mezzo stack, nonostante partisse con una coppia di re contro 58 suited del rivale. Sergio spaventato dall’asso al flop decide di andare cauto, dopo aver 3bettato il raise preflop di McLaughlin, evitando di c-bettare il board e consentendo al Canadese di chiudere il suo progetto di scala bilaterale.

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