
Senerchia – Tutto pronto per la mostra-mercato dei prodotti tipici ed artigianali connessa alla XX edizione “Sagra del Maiale”. Dal 29 febbraio al 2 marzo, la sagra di Senerchia nata nel 1989, si è sempre caratterizzata come festa popolare e contadina. Sono passati ormai 20 anni da quando in punta di piedi muoveva i primi passi, quando tutti i compaesani erano coinvolti nei preparativi in quella piccola piazza del paese dove con canti e balli si rallegrava la serata. Scenario della festa è infatti la piazza del paese, coinvolta da subito in tutte le sue componenti, c’è da lavorare ma anche da divertirsi, si capisce che la cosa può funzionare, garanzia ne è l’ottimo prodotto offerto ai visitatori attraverso un’ iniziativa che vuole conservare usanze, gesti e profumi che il tempo lentamente sta cancellando dalla memoria. Quindi rivalutare l’allevamento del maiale, che era particolarmente diffuso tra i senerchiesi ed ha rappresentato, soprattutto nei periodi più difficili, una componente rilevante dell’economia del luogo e per molte famiglie ne era la risorsa principale. Le carni derivano da animali che crescono liberamente nei prati e in ettari di bosco incontaminato. I maiali senerchiesi sono nutriti esclusivamente con tuberi, ghiande di quercia, granoturco, castagne, frutti come pere o mele e dalla classica ”iotta” formata da un intruglio di brodo, crusca e residui di cibo. L’impegno e il lavoro aumentano negli anni, ripagati da sano divertimento e dall’ottima riuscita dell’avvenimento. Da alcuni anni si sta vivendo una fase di grande successo, dove la garanzia è quella antica: la qualità del prodotto e l’ottimo servizio offerto. La sagra oggi è un appuntamento nel periodo invernale, attira a Senerchia numerosi visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Le ultime edizioni hanno contribuito a rendere più forte il legame con le comunità senerchiesi all’estero ed al nord Italia, registrando infatti la presenza di numerosi emigranti di Nizza ed Imperia, appositamente organizzatisi per trascorrere tre giorni a Senerchia in allegria e comunione. Migliaia di persone che, nei tre giorni di svolgimento, riempiono le strade di questa piccola comunità per gustare ed assaporare gli antichi aromi dei piatti tradizionali. Una festa all’insegna della buona tavola, quindi, ma in più c’è la funzionalità di un area attrezzata e l’impegno della parte più giovane del paese. L’evento rappresenta per il paese non solo un momento importante di aggregazione ma soprattutto di recupero della memoria storica e delle nostre tradizioni che fanno da cornice alla festa. Viene realizzata una mostra-mercato dei prodotti tipici e vengono allestiti stand nelle vie del paese per l’esposizione e la vendita dei prodotti locali: i funghi, il vino, il miele, il pane casereccio, i formaggi, i cosiddetti “papazzi” (prodotto rinomato) e in particolar modo il fagiolio cu muss pint, che cresce esclusivamente nelle nostre zone abbracciato al mais che lo sostiene a mò di tutore, e l’olio d’oliva per i quali sono già state avviate le pratiche presso i competenti uffici per avere la certificazione DOP, riconoscimento assegnato ai prodotti agricoli ed alimentari le cui fasi del processo produttivo, vengono realizzate in un’area geografica delimitata e conforme ad un disciplinare di produzione, oltre a prodotti dell’artigianato locale ed ai prodotti tipici della Valle del Sele. La mostra-mercato dei prodotti tipici “sagra del Maiale” ha riscosso negli anni un crescendo a livello di recensioni su riviste specializzate a livello nazionale (Viaggi di Repubblica – La stampa) nonché sulla stampa regionale (Corriere del Mezzogiorno) e provinciale (Corriere, Ottopagine e IrpiniaNews) e inoltre uno spazio nei programmi televisivi e radiofonici di Rai Uno “Sabato&Domenica ” e “Festa Italiana” e sul televideo regionale e Radio 24. La valorizzazione dei prodotti tipici, come chance di sviluppo sostenibile, è l’intento prevalente dell’intera manifestazione. Negli ultimi, infatti, si è sviluppata una forma di turismo che si muove alla riscoperta dei prodotti e delle tradizioni enogastronomiche, ispirata da un nuovo modo di vivere la vacanza, in comunione con l’ambiente locale e con il suo trascorso storico e culturale. Le attività economiche basate sulla valorizzazione delle risorse territoriali sono in continua espansione e possano assumere, specialmente nelle aree più svantaggiate e/o agricole un ruolo fondamentale per la salvaguardia del territorio, il sostegno dell’occupazione e per la rivitalizzazione dell’economia rurale fortemente minacciata dalla globalizzazione e dalla competitività dei mercati. Questa tendenza può costituire una grande occasione di sviluppo e di valorizzazione del territorio e delle attività che su di esse si svolgono, contribuendo a risollevare e a migliorare la situazione economica ed occupazionale di molte aree spesso a connotazione agricola e caratterizzate da una forte valenza paesaggistica e culturale. La strutturazione di tale forma di turismo comporta il coinvolgimento e l’integrazione, in un rapporto di stretta interdipendenza funzionale, delle diverse aziende che operano sul territorio: dalla produzione agricola e zootecnica, alla trasformazione e conservazione degli alimenti, alla loro distribuzione e promozione, fino alla ricettività turistica articolata in ristorazione ed ospitalità. Il progetto in questione è volto a utilizzare la posizione geografica strategica di Senerchia dando altresì l’opportunità di fare una passeggiata per il centro storico, in premessa menzionato, e di godere di angoli e scorci affascinanti, di percorrere la stradina che costeggia il torrente Vallone fino alla chiesetta di S. Antonio, di ammirare il castello, suggestivo rudere abitato da rapaci e la bella Chiesa di S. Michele Arcangelo (parzialmente distrutta dal sisma dell’80). Un sistema urbano di notevole valore testimoniale e paesaggistico che potrebbe rientrare tra gli elementi di spicco degli itinerari irpini.