
Senerchia – Il Parco Regionale dei Monti Picentini, attraverso la misura 1.9 azione b) del P.O.R. Campania 2000-2006 ha ottenuto un finanziamento per il corso di formazione professionale relativo al “Centro di educazione ambientale: l’uomo tra acqua e terra”. L’ente attuatore del progetto formativo sarà il Comune di Senerchia. Questa sera alle ore 18, presso il Palazzetto dello Sport di Senerchia, si terrà un convegno da titolo “Il ruolo dell’educazione ambientale per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali.” L’incontro rappresenta l’occasione per illustrare il progetto formativo e raccogliere le adesioni dei futuri operatori ed educatori ambientali che vorranno partecipare all’iniziativa. Lo scopo è quello di coinvolgere attivamente le comunità locali ricadenti nel Parco Regionale dei Monti Picentini per stimolare il dibattito sulle problematiche legate alla salvaguardia, tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, con particolare attenzione alla protezione dei cospicui e pregiati acquiferi presenti nell’esteso ed articolato sistema montuoso dei Monti Picentini. Il convegno prevede il saluto introduttivo di Adriano Mazzone, sindaco di Senerchia. A seguire una relazione tecnica dal titolo “Protezione delle risorse idriche del Parco Regionale dei Monti Picentini da rischi di inquinamento e sovrasfruittamento” che verrà svolta da Sabino Aquino, idrogeologo e presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini. La seconda relazione inerente “Il centro di educazione ambientale: L’uomo fra acqua e terra” – il progetto formativo, le attività, gli obiettivi” sarà tenuta da Ciro Pinelli, componente del Comitato Tecnico Scientifico di Formabiente. “Uno dei maggiori motivi di preoccupazione delle aree naturali protette – ha spiegato il presidente dei Monti Picentini Sabino Aquino – è il pericolo di depauperamento delle risorse idriche in esse presenti; depauperamento che può avvenire per cause naturali o per cause antropiche. Da ciò è derivata la necessità di predisporre piani di tutela quantitativa e qualitativa delle risorse idriche, il che ha comportato l’emanazione di una ampia ed efficace legislazione in materia. In questo quadro generale, il Parco Regionale dei Monti Picentini in cui sono presenti i più importanti serbatoi idrici naturali dell’intero Appennino Meridionale ha intrapreso una serie di studi di carattere idrogeologico per la salvaguardia della risorse idriche da rischi di inquinamento e sovrasfruttamento. Ciò soprattutto allo scopo sia di migliorare le conoscenze dei bilanci idrici degli acquiferi presenti nei più importanti massicci montuosi (M.te Terminio-Tuoro e M.te Cervialto), sia di studiare il deflusso minimo vitale da garantire ai corsi dei fiumi: Calore, Sele e Sabato che, sempre più nel tempo, presentano una particolare criticità sotto l’aspetto della vita degli ecosistemi in essi presenti per la mancanza di una sufficiente aliquota idrica in essi corrivante”. La valutazione della Vulnerabilità in senso stretto e, quindi, l’interazione tra fattori geoambientali predisponenti e fattori antropici scatenanti l’inquinamento, verrà realizzata sulla base delle seguenti conoscenze: assetto stratigrafico-strutturale del territorio; ricostruzione dello schema di circolazione idrica sotterranea; morfologia della superficie piezometrica; ubicazione dei principali punti di recapito preferenziale delle acque di falda; accurato censimento di tutti i possibili centri di inquinamento e loro ubicazione sul territorio; distribuzione areale delle caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee, in funzione del loro uso.