Sel: “La Regione vuole privatizzare l’acqua ai danni dell’Irpinia”

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“Nonostante il referendum in cui 27 milioni di persone hanno detto no alla privatizzazione della gestione dell’acqua, la Regione Campania si muove progressivamente nella direzione opposta allargando la sfera di azione della GORI spa. La GORI che gestisce il SII dell’Ato 3, ha accumulato un forte debito nei confronti della Regione Campania ( 282 milioni di euro). La riscossione del credito vantato è stato regolato con una rateizzazione ventennale”.
E’ quanto dichiara Giuseppina Buscaino, dell’assemblea regionale di Sel che prosegue: “Piano, piano la Regione sta cercando di annettere all’Ato 3 gestito da GORI spa, parte della provincia di Avellino. Ha cominciato con la depurazione coinvolgendo Solofra con l’estensione del da parte dell’Ato 3 della struttura depurativa di Mercato San Severino che con l’impianto di Solofra è collegato dal punto di vista funzionale. Inoltre la Regione Campania, da sempre interessata a mettere le mani sulle risorse irpine, ha progettato l’ennesimo atto di rapina ai nostri danni. Hanno deciso di ” disegnare una legge” che by-passi definitivamente ogni facoltà decisionale e gestionale irpina. L’assessore regionale salernitano consegna a Salerno la gestione delle risorse idriche di Caposele con il beneplacito del Sindaco che, evidentemente, sarà contento di passare da paese di confine della provincia di Avellino a paese di confine della ben più estesa provincia di Salerno. Caposele rappresenta una delle fonti più importanti che viene sottratta a noi. Ci sono notevoli probabilità che il debito di 282 milioni di euro, graverà sulle bollette destinate alle 450mila famiglie che popolano i 76 comuni dell’area vesuviana e del bacino sarnese, le cui forniture idriche sono gestite, appunto, dalla Gori. E più si allarga il bacino dei paganti è meglio è. Mi chiedo se i nuovi territori annessi dovranno anche essi pagare il debito della GORI. A proposito della legge regionale per il riordino degli Ato il nostro coordinatore regionale on. Arturo Scotto ed altri hanno presentato un interrogazione parlamentare. In questa interrogazione l’on. Scotto denuncia la espropriazione delle competenze degli enti locali sul servizio idrico integrato perpetrata dalla Regione Campania. La Regione avrebbe dovuto legiferare entro il 2012 il riordino delle competenze degli enti locali relative al servizio idrico, ma non ha adempiuto ai propri obblighi ed ha commissariato le autorità d’ambito, eliminando lo strumento più democratico esistente nella gestione del servizio idrico. Proprio durante il commissariamento la Regione Campania con le Delibere di Giunta Regionale n. 171 e 172 del 2013 (Delibera Salva-GORI) ha scontato e ristrutturato il debito della società GORI s.p.a., contemporaneamente, il Commissario Straordinario on. Carlo Sarro (sempre di nomina regionale) con delibera n. 17/2013 ha provveduto ad aumentare le tariffe del S.I.I. del gestore GORI s.p.a. del 13,4%, con ulteriori aumenti in previsione negli anni a venire. Non è possibile regalare soldi pubblici alla Gori spa, non solo perché essa è un’azienda privata e i referendum del 2011 indicano la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, ma anche perché lo sconto di 70 milioni sul debito della Gori stessa, la ristrutturazione della quota restante, nonché l’aumento delle tariffe sono stati decretati senza lo strumento democratico previsto dalla legge, e cioè senza che i comuni abbiano approvato alcunché. Il servizio idrico deve ritornare in mano ai comuni, nelle decisioni che lo riguardano e nella sua gestione. La risposta all’interrogazione non è stata soddisfacente”.

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