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Segreteria Pd: la soddisfazione di Lengua e il “noir” dei Bersaniani

Avellino – “E’ stata un’importante riunione, quella della direzione provinciale di oggi, sia sotto il profilo della proposta politica, sia per l’avvio di un percorso unitario nel partito. Un risultato importante, che può segnare realmente il rilancio del ruolo del Partito Democratico in Irpinia”. E’ questo il commento del segretario provinciale, Caterina Lengua al termine della direzione, nel corso della quale è stato comunicato l’organigramma della nuova segreteria. Ma qui comincia il noir democratico. La segretaria sostiene che quello dei Bersaniani non è stato un dietrofront, ma che questi abbiano dato la propria disponibilità ad entrare nell’organismo senza deleghe specifiche riservandosi di comunicare successivamente i nomi dei propri rappresentanti. Ma gli esponenti bersaniani smentiscono a chiare lettere: non entreranno nella segreteria. “Ci dispiace dover sottolineare che la segreteria comunicata non ci appartiene, non è la nostra. Prendiamo atto che Lengua non ha colto lo spirito del nostro intervento – smentisce Francesco Todisco – Non potevamo entrare in una nuova segreteria modello Vittoria, un calderone dove mettere tutti insieme costruendo una maggioranza variegata senza dar corso ad un reale cambio di rotta della linea politica. Avevamo dato la nostra disponibilità a partecipare alla costituzione del nuovo organismo in modo proporzionale ai risultati congressuali, con nomi indicati da noi e senza incarichi. Si è spezzato il legame fiduciario tra noi e la segretaria e quanti, nel tempo intercorso tra la tre giorni di assemblea programmatica e la riunione di ieri, hanno lavorato per far venir meno i due punti per noi imprescindibili: rinnovamento generazionale negli organismi e cambiamento della linea”. Insomma i bersaniani non hanno accettato di diventare parte della ‘nuova maggioranza’. Come era prevedibile restano, all’interno del partito di via Tagliamento, ancora aperte ferite che non si rimargineranno tanto facilmente: vedi vicenda comune con la nomina dell’assessore Romei, lo stallo di settori come l’urbanistica, il Teatro e il piano strategico. L’accusa dei bersaniani al partito di aver, riguardo la vicenda ASA, abbandonato e non tutelato il presidente Romano. E ancora, una su tutte, la questione Alto Calore Patrimonio: per i bersaniani, dopo le dimissioni di Fierro, si poteva procedere all’approvazione del bilancio, ma invece i sindaci Pd con Ianniciello in testa hanno fatto slittare la seduta.
A meno di 24 ore dal suo concepimento, la nuova segreteria Pd fa già discutere e, a quanto pare, non sembra porre fine all’interminabile fase congressuale.

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