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In sede di discussione, però, “le premesse ottimistiche sono state disattese” sui cinque punti messi sul tavolo, vale a dire una richiesta di chiarimenti sulle seguenti questioni: durata della fusione, coinvolgimento dei calciatori della Polisportiva Lioni, possibilità di assumere la denominazione Polisportiva Lioni a partire dalla stagione 2014/2015, collegialità delle decisioni societarie e disponibilità a mettere per iscritto eventuali accordi sulle questioni precedenti. Successivamente “il presidente Pisapia, prendendo atto di quanto esposto, ha manifestato pubblicamente l’opinione che la sua società e la nostra hanno esigenze, struttura organizzativa e finalità completamente divergenti, al punto tale da non poter assolutamente ipotizzare una eventuale fusione. Teniamo a ribadire – continua la Polisportiva Lioni – che l’iniziativa di fusione era partita dal patron della società Nusco-Lioni Sergio Pisapia; l’esigenza della Polisportiva Lioni, comunicata alla controparte sin dai primi approcci, è quella di tutelare principalmente i propri tesserati; la stessa Polisportiva, anche dopo l’eventuale fusione si sarebbe fatta carico di notevoli sforzi logistici organizzativi ed anche finanziari”.
In conclusione segnali di distensione e di apertura: “I matrimoni si fanno in due. Se non si raggiunge e/o viene proposto un compromesso ognuno prosegue per la sua strada. Rispettiamo le idee, i progetti, la vision del calcio dilettantistico secondo patron Pisapia, ma non li condividiamo, né li avremmo potute condividere. E ciò l’incontro lo ha chiarito inequivocabilmente. Continueremo a rispettare il sodalizio del presidente Pisapia e le sue scelte, con la speranza di mantenere rapporti cordiali, così come ci auguriamo che lo stesso patron Pisapia ed i suoi collaboratori facciano altrettanto verso di noi”.