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Sdoppiamento Imbriani, dopo la protesta Mainolfi chiarisce

Provincia – Sdoppiamento dell’Imbriani: dopo la protesta di questa mattina, che ha visto scendere in piazza alunni e docenti dell’istituto scolastico di via Pescatori, l’assessore provinciale con deleghe a Pubblica istruzione, Edilizia scolastica, Organizzazione e Dimensionamento delle istruzioni scolastiche, Luigi Mainolfi, fa luce sulla reale problematica, spiegando i motivi che hanno portato alla decisione. “Anzitutto – esordisce l’assessore – nell’incontro, successivo alla manifestazione, con una rappresentanza di studenti e professori, ho preferito fornire loro una cronaca chiara e dettagliata, che non si presta a doppie interpretazioni, delle riunioni e degli eventi degli ultimi mesi, per fare chiarezza su una situazione su cui c’è ancora molta confusione e disinformazione”. Uno dei principali nodi da sciogliere è la redistribuzione dei corsi e delle classi. “Anche su questo si è fatta molta confusione – continua il membro dell’Esecutivo provinciale -. L’idea non è, come si è detto e scritto, quella di separare le singole classi, ma dividere i corsi di studio”. In pratica, dai cinque attuali corsi di studio in un unico edificio, si verrebbero a creare due plessi scolastici rispettivamente con tre e due corsi. I licei al momento indicati per la ‘delocalizzazione’ sono quello psico-pedagogico e quello delle scienze sociali. “La proposta – continua – di sdoppiamento nasce da richieste giunte da più parti: sindacati, Andis (associazione nazionale dirigenti scolastici), il consiglio scolastico provinciale e i Comuni premevano per arrivare a una soluzione. Non è quindi una decisione autonoma della Provincia”. L’assessore ci tiene a spiegare inoltre i motivi che hanno portato alla proposta di sdoppiamento: “La questione non è di natura edilizia. Si tratta dell’accumularsi di più problemi che ci hanno portato a dover prendere una decisione. La discussione su come risolvere il caso ‘Imbriani’ va avanti da mesi, con incontri tra i rappresentanti delle istituzioni, dei docenti e degli enti coinvolti”. A quanto pare, la decisione presa dalla giunta regionale, che il 12 gennaio scorso ha deliberato lo sdoppiamento, non sembra convincere del tutto né studenti né docenti. Dopo la manifestazione e il successivo consiglio d’Istituto tenutosi nel pomeriggio, è infatti possibile che si organizzino nuove forme di protesta. “Capisco i dubbi e le rimostranze degli alunni e del personale scolastico. Il problema c’è e va risolto. Per farlo però non serve urlare, bensì è necessario ragionare e collaborare insieme, al fine di concordare un piano di lavoro efficace e condiviso da tutti”. (di g. m.)

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