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A fare il punto della situazione rispetto alle contingenze e non solo è l’assessore provinciale all’organizzazione e al dimensionamento delle istruzioni scolastiche, Luigi Mainolfi.
Il decreto inserito nella Finanziaria risponde all’esigenza generale di ridurre i costi gestionali per quelle scuole che non hanno un grosso bacino d’utenza. Tuttavia sul piano territoriale le singole situazioni presentano anche ulteriori problematiche…
“Chiaramente quando si va a contestualizzare ‘sul luogo’ una misura legislativa ci si può imbattere nei bisogni, talvolta contrastanti, della collettività. E’ il caso di molti istituti scolastici irpini che rispondono a diverse necessità di ordine economico, logistico-funzionale, ma anche sociale e geografico, come ad esempio quella di garantire un’istruzione ottimale anche nei centri più isolati”.
Quali dunque le ‘leve’ a disposizione delle Istituzioni locali per tutelare le scuole provinciali?
“La norma non è perentoria ma prevede delle deroghe. Ed è su questa possibilità che cercheremo – analizzando le singole situazioni dei 21 plessi coinvolti – di preservarne dalla soppressione il numero maggiore”.
E’ possibile stilare una graduatoria circa l’applicabilità dell’eccezione sulle singole fattispecie?
“Non è facile in questo momento stabilire quali strutture siano a maggior rischio ma in ogni caso il nostro impegno sarà rivolto verso la totalità del contesto. Sarà fondamentale procedere per gradi, raccogliendo innanzitutto le specifiche problematiche dei Comuni interessati e procedendo poi allo studio delle soluzioni possibili cercando di accontentare tutti i sindaci”.
E per quanto riguarda i tempi?
“Sul piano operativo è necessario muoversi in tempi rapidi. L’obiettivo è quello di avere quanto prima il quadro chiaro e definito delle situazioni esistenti per adottare le adeguate misure rispetto alle condizioni emerse”.
Come interpreta invece, tornando sul piano nazionale, la ratio alla base del provvedimento?
“La norma si alimenta, tra l’altro, su un dato inconfutabile: il progressivo decremento demografico della popolazione. Si tratta di un problema diffuso che non risparmia neanche l’Irpinia e soprattutto i piccoli centri. Una vera e propria emergenza che la politica – anche a livello locale – dovrebbe seriamente affrontare”.
Se non nascono i bambini non si creano gli alunni del futuro… Cosa possono fare le Istituzioni per sovvertire questo dato?
“E’ chiaro che il problema va risolto a monte. Le nascite sono poche perché le condizioni economiche dei nuclei familiari sono difficili. Solo predisponendo un vero piano di sviluppo economico-sociale se ne potrebbe rimuovere la causa. Ed è su questo che bisogna concentrare gli sforzi e focalizzarci. Gli istituti scolastici non possono prescindere dagli studenti per cui, al di là delle questioni vigenti, bisogna impegnarci a favorire una migliore qualità della vita, unico viatico possibile per il superamento della crisi demografica. Il rischio, altrimenti, è che già dall’anno prossimo ci si ritrovi di nuovo al punto di partenza”.
(di Eddy Tarantino)