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Scuola – L’alba del giorno dopo: Notte Bianca contro riforma Gelmini

Incessantemente sotto ‘accusa’ il Ministro Mariastella Gelmini. Come se non bastasse il grattacapo del ‘maestro unico’, oggi la Gelmini è alle prese con una iniziativa in omaggio al suo decreto: una notte bianca. L’idea, che coinvolgerà numerosi istituti della Penisola, è partita da genitori e insegnanti “affinchè la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma”. Tante le iniziative in programma: dai laboratori artistici con clown e trampolieri alle danze afro all’esibizione di musicisti, cantanti e attori, con narrazioni e concerti. A questo si aggiungono partite di basket e lezioni di aerobica, letture di poesie e un concorso sul miglior slogan per la scuola pubblica. Infine non mancheranno, per la notte più lunga degli studenti (la seconda dopo la ‘notte prima degli esami) fiaccolate ‘condite’ da pizza e castagne.

La situazione nelle Università
A Napoli gli studenti hanno occupato la sede del rettorato dell’Università Federico II. Dopo una assemblea permanente i manifestanti hanno raggiunto in corteo la sede del rettorato chiedendo un incontro con il rettore Guido Trombetti. Tra le varie proposte il blocco della didattica qualora il decreto Gelmini non venisse ritirato.

Alla Sapienza di Roma, mattinata tra assemblee a Geologia, Psicologia, Economia e Scienze politiche. I cortei interni alle facoltà hanno interrotto le lezioni e da Scienze Politiche è partito un corteo diretto all’esterno con l’obiettivo di bloccare la circolazione del traffico sulle strade. Domani mattina alle 10 nuova assemblea presso la facoltà di Lettere a cui parteciperanno il pro-rettore vicario dell’ateneo, Luigi Frati, il preside di Scienze umanistiche Roberto Antonelli, il preside di Lettere, Guido Pescosolido, gli studenti e tutti i docenti che lo desiderano. Intanto gli studenti hanno avanzato la proposta: blocco dell’anno accademico.

A Milano sono stati centinaia gli studenti che hanno partecipato all’assemblea e il prossimo appuntamento è previsto per domani alle 12 nel cortile di Scienze Politiche.

A Bari, questa mattina, saranno due le forme di protesta sulle quali i manifestanti sono chiamati ad esprimersi: blocco della didattica e annullamento della cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico.

A Bologna l’agitazione è lampante già da una settimana. A piazza Maggiore a metà novembre, i ricercatori stenderanno sul Crescentone 1800 volti, i loro per affermare quanto la ricerca è trattata male.
Intanto 300 studenti di Scienze Politiche hanno occupato l’aula del Consiglio della Facoltà chiedendo al preside Fabio Giusberti di esprimersi sul decreto Gelmini. Il preside e i docenti riuniti in Consiglio hanno poi abbandonato l’aula. Gli studenti intanto hanno stabilito il contenuto del documento da presentare domani ai Consigli delle facoltà (Lettere e Filosofia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione, Scienze Politiche). Poi hanno dato vita ad un corteo partito da Strada Maggiore e diretto a Lettere per discutere con gli altri rappresentanti del documento di protesta.

A Firenze nel pomeriggio sit-in davanti a Palazzo Vecchio. Quattordici lezioni all’aperto saranno tenute domani mattina da docenti universitari e ricercatori precari, mentre rimangono occupati il Polo scientifico di Sesto e la facoltà di Agraria.

All’università di Pisa, il rettore Marco Pasquali ha convocato un’assemblea “’per esprimere in modo unitario la protesta dell’ateneo contro provvedimenti che dal 2010 renderebbero insostenibile la situazione del sistema universitario nazionale”.

A Genova blocco delle lezioni alla Facoltà di Lettere e anche le Facoltà di Scienze ed Ingegneria cominciano a dare segni di disponibilità ad aderire alla protesta.
In via Balbi è stata organizzata per domani sera una “Festa in Facoltà contro Gelmini e Brunetta”. L’occupazione di Lettere, poi, potrebbe cominciare proprio da qui.

A Padova gli studenti intendono chiedere una sospensione della didattica di tutta l’Università. Oggi oltre 700 studenti si sono riuniti in un sit-in nel cortile nuovo di palazzo del Bo, sede del rettorato. Gli studenti chiedono un incontro urgente con il rettore Milanesi per proporre un’assemblea d’ateneo e la sospensione della didattica. (di Italia Manzione)

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