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I tagli previsti dal Governo Berlusconi oggi impediscono il normale funzionamento di scuole e università. Essi, se confermati, fin dal prossimo anno scolastico impediranno allo Stato di assicurare a ben 300mila bambini di 6 anni iscritti al primo anno della scuola dell’obbligo le 30-40 ore di lezione settimanali che i loro genitori hanno richiesto e che sempre erano state garantite.
Si verificherà – continua la nota – la privatizzazione di scuola e università come già prevista e ben definita nella leggi della destra, con la trasformazione delle scuole e delle università pubbliche in fondazioni; con l’abolizione del valore legale del titolo di studio; con l’affermazione di scuole confessionali e di tendenza; con l’assunzione diretta dei docenti da parte delle scuole e la fine dell’indipendenza del sapere, della libertà di insegnamento e di apprendimento; con scuole e università qualificate riservate solo ad elite privilegiate; con la negazione del diritto a conseguire un semplice diploma di secondaria superiore per la maggioranza dei giovani diciottenni. La destra confermando i tagli al sapere, alla scuola, all’università e alla ricerca si assume la responsabilità storica non solo di perseguire un progetto eversivo senza precedenti della società della Costituzione ma anche di affondare il Paese nella crisi, di condannare l’Italia ad un futuro di arretratezza economica e di disuguaglianza sociale. Siamo in grado di fermare questa deriva sciagurata. Da qui importanza decisiva dello sciopero del 18 marzo.
E’ uno sciopero che fa propria l’istanza fondamentale di un grande movimento di lotta e del milione di genitori che nei giorni scorsi ha iscritto i propri figli al primo anno della scuola dell’obbligo: più istruzione e migliore istruzione per garantire il futuro ai bambini, ai giovani di oggi e all’intera società. E’ uno sciopero che si muove in continuità col grande movimento di lotta per il diritto al sapere che ieri e ancor più domani sarà protagonista di una delle più importanti battaglie di civiltà”.