Tre giorni di confronto, dibattito e proposte per il futuro della scuola italiana. Si è appena concluso il Consiglio Nazionale dell’ANDIS (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), riunitosi dal 2 al 4 ottobre 2026 presso l’Hotel “Giardini d’Oriente” a Nova Siri, in provincia di Matera. Un appuntamento istituzionale di alto profilo che ha visto la partecipazione dei vertici dell’associazione e di 50 delegati provenienti da ogni angolo del Paese per discutere le sfide cruciali del sistema scolastico.
A margine dei lavori, la presidente nazionale dell’ANDIS, Paola Bortoletto, ha tracciato un quadro chiaro e senza filtri delle criticità che oggi affliggono il sistema scolastico italiano. «Sono stati tre giorni intensi che hanno acceso il dibattito tra i dirigenti scolastici provenienti da tutti gli istituti del nostro Paese», ha esordito Bortoletto. «Abbiamo affrontato i temi più cocenti, come quello dell’ultimo decreto 170 relativo al famoso tetto del 30% per gli alunni stranieri e alla denominazione “liceo” per tutti gli istituti scolastici superiori di secondo grado».
Ma oltre alle norme, c’è la scuola di tutti i giorni. E qui il tono della presidente si fa più accorato, denunciando un’emergenza quotidiana che rischia di snaturare il ruolo del dirigente. «Abbiamo affrontato temi che ci toccano più da vicino: soprattutto il carico burocratico che allontana», denuncia Bortoletto. «Noi non vogliamo questo, vogliamo tenere stretta la leadership educativa. Invece siamo sommersi da piattaforme, da burocrazia e da segreterie non sempre ben assortite».
Un altro pilastro del discorso della presidente è la difesa dell’autonomia scolastica, vista come l’unica vera leva per garantire la qualità dell’istruzione. «L’aspetto dell’autonomia ci coinvolge e a volte è attaccata da un’infinità di interventi, sia dall’alto che dall’esterno, che ci rendono la vita difficile», ha sottolineato Bortoletto. «Dobbiamo continuare a sostenerla perché l’autonomia deve avere gambe». Stoccata anche alla nuova modalità di valutazione dei dirigenti scolastici. Secondo l’ANDIS, il rischio è quello di appiattire una figura complessa su meri indicatori numerici. «Abbiamo affrontato anche il tema della valutazione», spiega Bortoletto, «perché questa nuova modalità, che si fonda solo su dati di tipo amministrativo, non va al nocciolo della funzione dirigenziale scolastica. Quella vera è la leadership dell’apprendimento, l’attenzione all’utenza, l’attenzione agli esiti dei nostri studenti e dei nostri alunni».
Non solo denuncia, ma anche proposte concrete. Al termine dei tre giorni di intensi lavori, il Consiglio Nazionale ha elaborato e approvato un documento ufficiale, contenente tutte le istanze e le proposte emerse durante il dibattito, testo che sarà recapitato al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
