Scuola al collasso, Unione degli studenti sul piede di guerra

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Avellino – Entro lunedì 14 tutti gli studenti della provincia di Avellino si accingeranno ad iniziare il nuovo anno scolastico. Nonostante le continue contestazioni degli ultimi anni, la condizione degli studenti avellinesi è sempre peggiore. L’Unione degli studenti di Avellino va all’attacco delle istituzioni preposte: “Nessun provvedimento è stato preso riguardo l’edilizia scolastica, sempre più critica – evidenziano – . Difatti quasi nessuna scuola della provincia di Avellino è a norma e ancora una volta gli alunni saranno costretti a passare gran parte della loro giornata in edifici fatiscenti. Inoltre quest’anno il caro libri si farà sempre più pesante e nessuna lista dei libri rispetta il tetto massimo previsto dal ministero”. Il malcontento degli studenti è generato anche dal rincaro dei costi del trasporto pubblico: “I continui tagli all’Unico Campania provocheranno l’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti dal 6% al 19%, un spesa enorme per gli studenti pendolari. Nella nostra provincia il diritto allo studio è sempre stata un’utopia, e gli studenti si sono stancati. Il disagio è ormai troppo diffuso e non c’è studente che non lo avverta. Un sindacato studentesco non può ignorare il tutto”. L’anno che va ad iniziare, insomma, non si annuncia per niente tranquillo. A partire dal primo giorno di scuola vi saranno iniziative all’interno di tutte le scuole che troveranno come culmine la manifestazione del 7 ottobre. “Troveranno culmine ma non un arrivo – aggiungono gli studenti – dato che ci si aspetta una mobilitazione addirittura più lunga e forte di quella dello scorso anno. Lo slogano del 7 sarà “Ora i conti li fate con noi!”, non soltanto per richiamare alla recente manovra alla quale l’uds si è opposta fortemente, ma per esprimere che gli studenti sono stanchi di contare tagli al welfare, tagli alla scuola, tagli alla ricerca, tagli al diritto allo studio, ma vogliono iniziare a contare qualcosa all’interno della società, vogliono essere ascoltati e resi partecipi delle decisioni pubbliche che riguardano anche loro,vogliono far capire che sono la chiave del progresso”.

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