La scomparsa di Peppino Gargani ha suscitato profondo cordoglio nel mondo politico irpino e nazionale. Messaggi di ricordo e vicinanza alla famiglia stanno arrivando da esponenti di diverse aree politiche, uniti nel riconoscere il ruolo istituzionale e umano di una delle figure più rappresentative della storia politica campana.
Tra i primi a intervenire è stato Gianfranco Rotondi, che ha affidato a una lunga riflessione il ricordo dell’ex parlamentare. «È vissuto come ha voluto, sulla breccia fino all’ultimo minuto, da presidente dell’associazione dei parlamentari emeriti. È anche finito come avrebbe desiderato, all’improvviso, senza soffrire, come talvolta accade a chi nella vita ha dispensato amore e solidarietà».
Rotondi ha poi ricordato il rapporto personale e politico con Gargani, definendolo uno degli interpreti più autentici della stagione della Democrazia Cristiana. «Peppino Gargani era così, è così, in questo giorno in cui non pare vero non poterci discutere più. Era il terzo del glorioso trio della Dc dei tempi d’oro: De Mita, Bianco e Gargani, la deputazione irpina destinata a diventare guida nazionale della Democrazia Cristiana».
Nel ricordo dell’ex ministro emerge anche il profilo umano e il consenso che Gargani seppe costruire negli anni. «Del trio Gargani era il più popolare, elettoralmente e umanamente. De Mita e Bianco glielo riconoscevano, nella competizione prima affettuosa e bonaria, poi più diretta e aspra».
Rotondi ha quindi ripercorso alcuni passaggi che, a suo giudizio, hanno segnato il profilo politico e istituzionale dell’ex esponente democristiano. «Fu l’uomo che avvertì la Dc della congiura del ’92, inascoltato; il giurista che previde l’alterazione degli equilibri conseguente all’abolizione dell’immunità parlamentare; il popolare campione dell’unità democristiana, pronto anche a riconoscere le novità che si manifestavano, una per tutte la discesa in campo di Berlusconi».
Poi la riflessione finale. «Tutte queste cose non le vedevamo quando eravamo ragazzi democristiani presi dalle baruffe dello scudo crociato. Le abbiamo scoperte dopo, frequentandolo in questi decenni di crescente buio della politica. Oggi si spegne un’altra luce, e siamo tutti più soli».
Al cordoglio si è unito anche Franco De Luca, parlamentare emerito della Democrazia Cristiana. «Tra i mostri sacri della Democrazia Cristiana, l’onorevole Peppino Gargani, giurista d’impareggiabile talento, è stato – a livello nazionale – il volto umano del partito che ha ricostruito il Paese». De Luca ha sottolineato il lungo impegno parlamentare e il legame mai interrotto con il territorio. «Parlamentare di lungo corso, molto apprezzato dai più autorevoli editorialisti italiani, Peppino Gargani ha sempre mantenuto un rapporto stretto con l’Irpinia, alla cui crescita sociale, culturale ed economica ha destinato quotidianamente le sue singolari capacità di insigne uomo delle istituzioni».
Messaggio di cordoglio anche da Toni Ricciardi, vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera. «Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Gargani, figura storica della politica italiana ed europea, protagonista di una lunga stagione istituzionale sempre vissuta con forte senso dello Stato e profondo legame con la sua terra».
Ricciardi ha ricordato il ruolo ricoperto nelle istituzioni e il rapporto costante con l’Irpinia. «Con la scomparsa di Giuseppe Gargani l’Irpinia perde uno dei suoi rappresentanti più autorevoli nelle istituzioni nazionali ed europee. Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare e di governo ha ricoperto incarichi di grande prestigio, distinguendosi per competenza, passione politica e attenzione ai temi della giustizia e della rappresentanza democratica».
E ancora: «Nonostante i ruoli di primo piano svolti a Roma e a Bruxelles, Gargani non ha mai reciso il legame con l’Irpinia e con la sua Morra De Sanctis, territorio che ha continuato a sentire come parte integrante della propria identità umana e politica. La sua vicinanza alle comunità irpine è stata costante e autentica, così come il suo impegno nel rappresentarne le istanze nelle sedi istituzionali».
Infine il pensiero alla famiglia. «Ai suoi cari e a quanti gli hanno voluto bene giungano le mie più sincere condoglianze e la mia vicinanza in questo momento di dolore».
Il messaggio del PD Irpino:
“Con la scomparsa dell’onorevole Giuseppe Gargani – dichiara Marco Alaia, segretario provinciale del Pd d’Irpinia – l’Italia e il Mezzogiorno perdono uno dei protagonisti più autorevoli della storia politica e istituzionale del secondo Novecento. Storico esponente della Democrazia Cristiana, illustre giurista e Sottosegretario alla Giustizia, Gargani ha saputo coniugare un altissimo profilo istituzionale con un legame viscerale e mai interrotto verso la sua amata Irpinia”.
“Dell’onorevole Gargani – commenta Maurizio Petracca, capogruppo Pd presso il Consiglio Regionale della Campania – non si può non ricordare la sua grande capacità di elaborazione di pensiero politico associata alla passione civile e ad un potente senso dello Stato. Gargani è stato testimone di una fase politica importante per il nostro territorio provinciale, quel territorio che ha sempre amato e che è sempre stato l’orizzonte del suo agire e del suo impegno in politica”.
Il Presidente della Provincia, Rizieri Buonopane: “A nome personale e dell’Amministrazione Provinciale esprimo profondo cordoglio per la dipartita dell’onorevole Giuseppe Gargani. Tra gli altri e prestigiosi ruoli istituzionali ricoperti, anche quello di presidente della Provincia di Avellino. L’elezione avvenne il 15 settembre 1970. L’onorevole Gargani lascia un segno importante nelle istituzioni italiane ed europee. Il suo contributo straordinario resterà patrimonio di memoria e di valori per le future generazioni”.
Anche Mario Polichetti (Udc) ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia, ricordando Gargani come un uomo che ha dedicato la vita alla crescita democratica del Paese.
Con la scomparsa di Peppino Gargani, l’Irpinia perde una delle figure che hanno attraversato da protagoniste oltre mezzo secolo di vita politica italiana.
