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Redattore insieme a Vittorini della Legge 219/81 in difesa dei beni ambientali e culturali, è stato al centro anche di aspre polemiche sulle scelte che hanno riguardato la ricostruzione del suo paese natio. Bisaccia e De Vito un connubio importante, un radicamento imperituro che legherà il paese al suo cittadino più prestigioso in un rapporto di rispetto e conflittualità.
Il maestro di Bisaccia ha rappresentato un pezzo importante della presenza irpina nel Governo centrale e nelle strategie conseguenziali. Dopo il ‘sacrificio’ imposto dal partito della difficile candidatura alla Camera al posto di De Mita e la sconfitta subita ad opera di Schettino, De Vito che aveva già espresso di volersi ritirare a vita privata, ha coerentemente perseguito l’idea dell’abbandono. Non ha smesso di interessarsi dei grandi eventi politici e culturali e occorre riconoscergli di aver saputo coltivare giovani interessanti e di aver compreso al momento giusto che l’onore delle armi e il ‘passo indietro’ è un valore che la politica spesso non riesce a comprendere ed apprezzare.