Sciopero farmacie – Federfarma: ‘Ripercussioni anche in Irpinia’

0
3

Continua la protesta dei farmacisti delle Asl Napoli 1,2 e 3. Lo ha proclamato l’Assemblea Federfarma Campania.
Lo stato di agitazione, però, non interessa soltanto il territorio napoletano, poiché sono gravi le ripercussioni sulle altre province campane.
Lo sciopero indetto a partire del 6 settembre scorso, infatti, dovrebbe durare per un lasso di tempo pari a 45 giorni.
In questa fascia di tempo, in cui saranno molti i disservizi, il rischio, che si sta paventando, è che molti pazienti del napoletano potrebbero riversarsi nelle farmacie irpine per accaparrarsi i medicinali rimborsabili.
Il problema è che una simile situazione potrebbe generare non pochi problemi sia alle farmacie che all’utenza irpina: i farmaci di largo consumo potrebbero terminare in tempi brevi e si creerebbe un disequilibrio sul mercato, con nefaste conseguenze per tutti. Sarebbe, dunque, impensabile accettare ricette dal napoletano per tutti i 45 giorni della protesta.
Tra l’altro, già qualche tempo fa, fu dura la presa di posizione di Luigi Cardillo, presidente provinciale di Federfarma Avellino, riguardo lo sciopero dei colleghi napoletani. Dichiarò, infatti, proprio in previsione di questo sciopero, che non sarebbero state accettate le ricette provenienti dal napoletano, perché oltre a provocare disordine, avrebbero provocato anche forti aumenti della spesa farmaceutica nei territori di competenza delle altre Asl campane, aggravando la difficile situazione delle casse aziendali.
E come spesso accade, si sta verificando l’esatto contrario di ciò che Cardillo si augurava.

Ma, in tutto questo, perché nasce la forma di protesta nel napoletano?
La protesta nasce dal mancato pagamento, da oltre 6 mesi, dei rimborsi dei ticket sanitari da parte della Regione Campania alle farmacie. Sono circa 350 i milioni che le aziende sanitarie dovrebbero ancora corrispondere loro. Un debito enorme, maturato soltanto negli ultimi sei mesi. Dal 6 settembre i medicinali rimborsabili sono pagati per intero, tranne i farmaci ‘salvavita’. Si vuole dare un segnale forte, dunque, anche se, come al solito, è la povera gente ad avere sempre la peggio.
Lo sciopero potrebbe comunque essere revocato, stando alle dichiarazioni di Iorio, Presidente di Federfarma, nel caso in cui, dalla Regione, arrivasse un cronoprogamma affidabile con tempi certi in cui si prevede il riassetto della situazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here