Scandone, ciao ciao playoff: lupi decimati e Pesaro straborda 89-67

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Pesaro – Decimata dagli acciacchi e condizionata da un’attività fisica e tecnia sospetta, la Scandone esce sconfitta dalla tana della Scavo Spar e dice definitivamente addio ai residui sogni playoff. A parziale giustificazione degli irpini c’è l’impressionante mole di infortuni che ha condizionato anche questa partita: Slay si è fermato e ha lasciato spazio al dolorante Williams, ancora non ripresosi dalla botta alla caviglia. Per lui ottimo inizio (5 punti e 7 rimbalzi) fatto di abnegazione e spirito di sacrificio sull’atletico Akindele, poi l’insostenibile dolore alla caviglia che lo ha costretto allo stop dopo appena 15 minuti di gioco. Con Big E fermo ai box le rotazioni di coach Markovski si sono ridotte all’osso: oltre a lui e al sopracitato Slay vanno aggiunti infatti Tusek e Porta, che proprio all’ultimo è stato costretto a fermarsi per una contrattura al gluteo. Senza 4 cestisti, il play di riserva e tre lunghi, Avellino è stata costretta ad affidarsi per tanti, troppi minuti al solito altalenante Best e a Radulovic, che con un Crosariol impressionante in attacco ma davvero scialbo in difesa ha formato l’unica coppia di lunghi ‘veri’ dei biancoverdi.
Air bloccata a quota 24 punti in campionato: postseason sfumata definitivamente e obiettivo dichiarato stagionale fallito in malo modo. I padroni di casa hanno limitato i danni grazie all’esperienza di Myers nei primi 10 minuti, quando la Scandone pareva in controllo del match, per poi mettere la freccia grazie al duo di colored formato da Hicks e Hurd, ben accompagnati dai lampi di classe del grande ex Ramel Curry.
Sacripanti è partito proprio ai tre Usa con Stanic in cabina di regia e Akindele sotto le plance. Markovski ha risposto con l’unico play disponibile Best accompagnato da Warren, Cinciarini, Radulovic e Williams. E’ un Radulovic straordinario (forse nelle ultime gare ha sentito odore di estensione contrattuale, alla fine sarà lui l’Mvp per i lupi) a guidare i suoi verso il primo miniparziale (6-10 dopo 5′) e a rispondere alle prime graffiate di Hicks. Avellino a causa di tanti tiri sbagliati non riesce ad approfittare del brutto momento di Pesaro, che appare in balia degli ospiti, e chiude il primo quarto sul 13-17. L’Air con Crosariol in avvio di secondo quarto segna altri due punti e arriva al massimo vantaggio, ma Myers da capitano si carica i suoi sulle spalle e li guida al vantaggio (22-21 dopo 15′). Un 8-2 di parziale pesarese dà però il primo strappo importante al match, permettendo ai padroni di casa di andare al riposo lungo sul 39-30. Nella ripresa Pesaro si porta subito in doppia cifra di vantaggio, ma l’Air riesce a trovare quella che poi sarà l’ultima vera pericolosa reazione di tutta la partita arrivando fino al -6 (50-44 dopo 26′). Senza Williams, con uno stanco e spento Best costretto a fare gli straordinari e con le rotazioni ridotte all’osso però Avellino non può fare di più e Pesaro, con il 9-0 seguito al timeout di Sacripanti, mette definitivamente la partita sui propri binari.Avellino provatimidamente a recuperare nell’ultimo minuto ma non basta (61-48). Radulovic tenta di contenere il tentativo di fuga di Pesaro, ma i padroni di casa mettono la freccia grazie ad un super Hicks e volano sul 68-51. Da qui in poi e pura accademia: le facce dei biancoverdi valgono più di mille parole e gli sguardi spenti sono solo il preludio ai minuti finali di ‘garbage time’, che fa strabordare il divario fino al poco lusinghiero finale di 89-67.

Scavo Spar Pesaro – Air Avellino 89-67
(13-17; 39-40; 61-48)

Scavolini Spar Pesaro: Tomassini, Zukauskas 5, Curry 15, Akindele 10, Myers 11, Hicks 18, Gijnaj, Shaw 7, Amici, Van Rossom 6, Hurd 13.All: Sacripanti
Air Scandone Avellino: Warren 4, Best 11, Porta, Radulovic 13, Cinciarini 6, Crosariol 18, Lisicky, Cerullo, Williams 5, Diener 8.All: Markovski
Arbitri: Tolga Sahin – Mauro Pozzana – Saverio Lanzarini

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