
Savignano Irpino mira alla svolta. Così dopo la notizia dell’accoglimento da parte del Tar del ricorso contro l’ordinanza del commissario straordinario Corrado Catenacci, ieri l’ennesimo colpo di scena. Il Governo centrale ha approvato il decreto di indizione del referendum consultivo chiesto dal Comune di Savignano e voluto da tutta la cittadinanza. Un referendum che darà ai cittadini la possibilità di scegliere se continuare a far parte della Provincia di Avellino o optare per il passaggio alla Regione Puglia con l’assorbimento nell’ambito del territorio foggiano. Una richiesta nata in seguito alla scelta operata da tecnici assunti dalla Provincia che indicarono Savignano quale territorio idoneo per la realizzazione di una discarica di fos e sovvalli. Con le proteste nacque anche l’idea del referendum. Fu proprio l’amministrazione guidata dal sindaco Ciasullo appoggiata da tutti i cittadini, in quella occasione, a ricordare come in passato il territorio della Valle del Cervaro fosse parte integrante della Regione Puglia. Anche in considerazione di una posizione assunta da Palazzo Caracciolo che trattava quella parte del territorio “in qualità di matrigna e non di madre”. Una bufera che aveva già dato i suoi segnali, anche se prematuri. L’11 aprile del 2005, infatti, c’era stata la prima avvisaglia di una posizione oggi divenuta certezza. In quella data, infatti, Savignano Irpinio aveva provveduto a cambiare nome, diventando per l’occasione la nuova Savignano di Puglia e riappropiandosi di una identità che il tempo e la storia avevano quasi cancellato. I cittadini ufitani, o per meglio dire ‘ex irpini per un giorno’, si erano infatti dedicati ad una forma di protesta singolare. Mani esperte ed ‘artigianali’ avevano provveduto alla modifica della segnaletica stradale. Le frecce indicative incise sui cartelli stradali blu conducevano nel centro di un comune che autonomamente si era staccato dalla Provincia di Avellino per fare un tuffo nel passato e riassociarsi, dopo lungo tempo, alla Provincia di Foggia. Emblema dell’iniziativa il cartellone di benvenuto, uno dei tanti, che rimarcava, a caratteri cubitali, la fine del territorio campano e l’inizio di quello pugliese. Il tutto per dimostrare che il tempo non aveva cancellato il malcontento e Savignano non dimentica. Una iniziativa ‘spiritosa’ e senza dubbio efficace considerati gli odierni frutti. Il referendum, che si terrà domenica 11 e lunedì 12 giugno, non avrà valenza determinante ma, in caso di esito positivo, disporrà l’avvio del procedimento di approvazione della legge statale che sancirà l’effettivo distacco dal territorio campano di Savignano… ‘Irpino’ o ‘di Puglia’?