Sarri:“Troppe incertezze, via con rammarico”.Dispiaciuto Lucchesi

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Altro ribaltone in casa Avellino. A poco più di 48 ore dall’avvio del torneo, Maurizio Sarri lascia la formazione biancoverde. Dopo 37 giorni il trainer toscano abbandona la nave, ripercorrendo le orme del predecessore Vavassori. Un fulmine a ciel sereno, una notizia che scuote un ambiente sempre più preoccupato. Nuovo cambio, nuovo condottiero per una panchina quella irpina che sotto la gestione Pugliese non riesce a trovare pace. Sei allenatori in tre stagioni per la formazione di Contrada Archi: Cuccureddu, Oddo, Colomba, Galderisi, Vavassori e Sarri. L’ex allenatore di Pescara ed Arezzo, sarà sostituito da Guido Carboni, 44 anni nella seconda parte dello scorso anno a Crotone, dove non è riuscito a ripetere i risultati conseguiti a Bari. “Negli ultimi giorni– afferma il dirigente biancoverde –si sono svolti diversi incontri tra il tecnico e la società. Sarri ha manifestato perplessità a causa di una situazione che lui in più di un’occasione ha ritenuto difficile. In particolare ha manifestato le sue difficoltà di lavorare con un gruppo che è in continua evoluzione. Per questo motivo – continua Lucchesi – siccome la squadra sarà un cantiere aperto fino al prossimo 31 agosto, giorno in cui si chiuderà il mercato, con dispiacere comunico la separazione dal tecnico per permettergli di trovare una nuova opportunità di lavoro”. Il DG. biancoverde ringrazia il condottiero uscente, affermando anche di aver provato a farlo tornare sui propri passi: “Fino alla fine ho cercato di far rimanere Maurizio, ma non mi è stato possibile. Io ringrazio per il lavoro svolto in questo mese e mezzo. Dopo notti insonni ed incontri, abbiamo deciso di interrompere consensualmente il rapporto. Perdiamo un ottimo tecnico, un allenatore emergente che in futuro sicuramente farà parlare di sé. Il nostro lavoro mal si concilia con quello dell’allenatore, siamo alla vigila dell’avvio del torneo e per questo abbiamo deciso di interrompere ora il rapporto per non ostacolarlo e per permettergli di accordarsi con una società più consona alle sue esigenze”. Dispiaciuto per la decisione presa, ma ritenendola quella giusta, Sarri commenta così il proprio addio: “Purtroppo, ho vissuto una situazione di grande disagio. Io sono un tecnico che crede fortemente nella programmazione e nell’organizzazione tattica della squadra cosa che con un gruppo, come questo in continua evoluzione, non ho assolutamente potuto fare. Tra giocatori in arrivo ed altri che partivano non sono stato costretto a provare per diversi giorni sempre le stesse situazioni tattiche. Era difficile riuscire a dare una grande organizzazione a questa squadra in tempi brevi, in quanto sono stati troppi gli elementi arrivati in periodi diversi. Potevo far finta di niente e star qui a prendere soldi tranquillamente, ma questo non rientra nel mio modo di pensare”. Parla di mancanza di motivazioni, stimoli necessari per riuscire a svolgere nella maniera migliore il proprio lavoro: “Avrei potuto lavorare anche gratis, ma se non riesco a svolgere in pieno il mio compito, in una situazione favorevole, preferisco farmi da parte. Io da qualche giorno avevo fatto presente il mio stato d’animo, il direttore ha fatto il suo dovere. Io non possono prendere in giro né i giocatori né il pubblico né la società. Questo consente all’Avellino di trovare un allenatore più adatto a questa situazione e questo molto probabilmente consentirà a me tra qualche mese di potermi sedere su un’altra panchina”. Un rammarico non potersi godere la grandezza del popolo irpino: “Con enorme dispiacere lascio una piazza prestigiosa dei ragazzi con cui avevo instaurato un buon rapporto ed una tifoseria eccezionale come quella di Avellino. Avrei tanto voluto vedere il Partenio pieno, ma il mio è un atto di onestà nei confronti della città”.(di Sabino Giannattasio)

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