Occorrono – spiega Eugenio SARNO (Uil Penitenziari) – urgentemente investimenti in mezzi, organici e risorse perché si possa ridare fiato al sistema e contribuire fattivamente a contrastare il crimine organizzato. Purtroppo non scorgiamo alcun segnale in tal senso. Soprattutto, in tema di dotazioni organiche, è la situazione della polizia penitenziaria femminile a destare le maggiori preoccupazioni . Avellino, Salerno e Santa M.C.V. sono ormai alla cannuccia del gas. Così come il servizio delle traduzioni rappresenta la maggiore criticità operativa, stante il perenne e costante sottodimensionamento delle scorte e lo stato di inefficienza ed obsolescenza del parco macchine. Questo, in una terra di camorra, non conforta e non aiuta. “