Ad illustrare il tutto i promotori Giovanni De Lisa, Massimo Zaccaria, Ferdinando Zaccaria e Alessandro Sciarrillo.
“L’area – hanno spiegato i promotori – coinvolge in maniera indiscriminata sia terreni incolti che coltivati, spingendosi fino ad interessare centri abitati ed aziende agricole in piena attività. Quest’area ricade alle porte del Parco Regionale del Partenio, nell’areale di coltivazione del Fiano di Avellino DOCG, in vicinanza ai siti di particolare interesse archeologico-paesaggistico (grotte paleocristiane – in località Malfetane). Al rilevante danno ambientale bisogna aggiungere la beffa, legata all’indisponibilità del territorio interessato, in quanto non sarà più possibile programmare e realizzare investimenti pluriennali in agricoltura, turismo ed artigianato. Praticamente il territorio sarà interdetto a qualsiasi forma di sviluppo e di utilizzazione per un periodo lunghissimo”.