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Gli studenti, sotto la guida degli insegnanti, Rocco Calabrese, Rita De Silva e Luana Panico, con la consulenza esterna di Luigi Frasca, hanno curato l’allestimento dello spettacolo nell’ambito del Progetto “Scuole Aperte” – Azione A, finanziato dalla Regione Campania.
In questa tragedia lo scontro tra Antigone e Creonte rende manifesti tutti i conflitti presenti nella condizione umana: la dialettica delle leggi umane e delle leggi divine, della coscienza privata e del bene pubblico, della vita e della morte. In tal modo la struttura del conflitto è nello stesso tempo particolare ed universale. Il destino umano si presenta sulla scena tragica nella sua totale e dolorosa incomprensibilità, mostrando un’eroina abbandonata dagli dei proprio mentre sta compiendo un dovere religioso e un antagonista portato alla rovina dall’ostinata durezza del suo comportamento. Il coro assume una funzione portante nella rappresentazione: il canto e i movimenti di danza, adeguati ai diversi momenti dell’azione, mirano a trasmettere il lirismo ed il pathos intenso del testo sofocleo. Le figure trovano la giusta collocazione in scena, definendosi anche attraverso una adeguata gestualità che ha l’obiettivo di rappresentare i contenuti e le forme del tragico. Il commento musicale introduce o accompagna i passaggi più significativi, con particolare attenzione riservata al finale che viene recitato in greco antico.
Lo spettacolo è stato presentato al XVI Festival del Dramma Antico di Palazzolo Acreide (SR) lo scorso 15 maggio. Per completare la serata, a fine rappresentazione, saranno presentati altri lavori realizzati dagli studenti che hanno frequentato le attività di Scuole Aperte, sotto la guida attenta dei docenti Lucia Mattera e Marco Marandino: il giornalino scolastico, redatto nell’ambito del modulo “Leggere e de-scrivere la realtà” e il cortometraggio “Graphos”, girato dagli studenti del Laboratorio di cinematografia con l’ausilio dell’esperto esterno, Ernesto Caprio.