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La telenovela infinita del primo cittadino dell’ex paese della Città dei Servizi, continua.
Prima borbottando, poi affidando a qualche corrispondente messaggi subliminali, poi dichiarando a denti stretti il fatidico “Ni”. Il caso Petito è serio: al capezzale… dell’incertezza, arriverà il consigliere regionale Mario Sena, invocato da alcuni per sbrogliare l’intricata matassa. E mentre Sicuranza e Repole girano per la Fiera internazionale di Hannover in Germania in visita istituzionale, al mercatino dell’Alta Irpinia continuano i saldi e la Fiera della vanità. La storia dei tentennamenti del primo cittadino di Sant’Angelo dei Lombardi svilisce sia il passato prestigioso del paese, sia il protagonista, vittima questa volta, più di se stesso che delle interferenze della politica. Il gioco, non tanto sottile per la verità, di qualche pseudo amico dell’amministrazione comunale guidata da Petito di far apparire il sindaco- vittima e alcuni dirigenti e leader della Margherita come i carnefici, ha le ore contate. Dipenderà innanzitutto dallo stesso sindaco alla sua seconda legislatura consecutiva. Le ultime vicende, narrate tra i se e i ma con spirito quasi narrativo, evidenziano ancora una volta il clima di assenza di una sana cultura istituzionale che ha reso la cittadina di Sant’Angelo dei Lombardi come una realtà priva di vivibilità e troppo legata ad un passato che non fa i conti con la modernità dei nostri giorni. La seconda legislatura Petito nata con una maggioranza figlia degli errori del centrodestra, reo di non aver presentato una sua lista, e come è noto, caratterizzata da una minoranza di una lista definita dai più “civetta” ma da molti definita di tipo familiare. Nella Civetta, qualcuno si è dimesso per onor di Patria, qualcun altro si è fatto nominare in altro Ente, altri sono consiglieri… sulla carta. Un consiglio senza opposizione e senza un dibattito democratico tra le diverse anime ideologiche. Una situazione… liscia dal punto di vista politico, ma resa intricata dall’atteggiamento spesso chiuso dell’esecutivo comunale, alle prese più con difficoltà di progettualità verso l’esterno e con scarsi risultati di impatto sulla collettività locale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sembra che sia stata la nomina del sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio alla presidenza dei sindaci dell’AslAv1. Una nomina, così è scritto da qualche parte, imposta dall’alto e “offensiva” nei confronti dell’uscente presidente, appunto Antonio Petito. In nome della difesa degli ospedali, del controllo delle entrate e uscite della sanità locale (anche questo era scritto da qualche parte), il subentro di Arminio è apparso come l’offesa a mò di schiaffo nei confronti dell’antica santangiolesità che Petito tenta di interpretare. In soccorso a questa tesi, figlia del vittimismo e di una politica da club, ancora una volta gli effetti mediatici per ribaltare le verità e condizionare le capacità della dirigenza della Margherita presente nella zona che ha ampliato il suo raggio di azione e…di iscritti. Su quest’ultimo aspetto, Sant’Angelo dei Lombardi vive una sua contraddizione: pochi iscritti doc, molti aspiranti margheritini, tanti amici degli amici, moltissimi “osservatori” delle evoluzioni della politica che conta. Forse, su quest’ultimo aspetto è il caso di meditare. Innanzitutto la classe dirigente che ha il compito di guidare, poi, le comparse alle prese con aspirazioni da protagonisti, poi con le regole da applicare. Che valgono per tutti: anche quando si utilizza il nome di un partito o di amicizie importanti senza avere né le sembianze, né il senso dell’appartenenza. Il fatto strano appare per la verità, la chiamata in causa del vertice solo quando… non premia qualcuno, dimenticando volutamente le…incoronazioni. Il “Nì” di Petito apparso su due fogli in due giorni, ancora una volta è la dimostrazione di quanto da noi affermato. Dagli archivi dei giornali, è il “Nì” di ieri, di oggi e forse… di domani. A questo punto la domanda sorge spontanea: che senso ha mantenere in piedi l’incertezza…?