Sant’Andrea di Conza piange la scomparsa del poeta Fedele Giorgio

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Il mondo della letteratura italiana ed irpina piange la scomparsa di Fedele Giorgio. Nato nel 1931 a Sant’Andrea di Conza, da una modesta famiglia di contadini piccoli proprietari terririeri, è proprio qui che inizia a muovere i primi passi scrivendo delicate poesie. In Irpinia trascorre l’infanzia e l’adolescenza. Al paese, prima nel seminario vescovile e poi da privatista, inizia gli studi classici, che continua ad Avellino e termina a Nola. Iscrittosi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università di Napoli, alla fine del secondo anno, per motivi diversi, non ultimi quelli economici, abbandona gli studi e si arruola nella Guardia di Finanza. Ne andrà via a conseguimento della pensione. Dal 1968 ha vissuto a Teramo. Ha pubblicato apprezzate raccolte di poesie: Ucciso Sole (1974), La terra negli occhi (1978), E siamo ancora qui (1984), Questo non c’entra (1987). Ha collaborato con le riviste “Realtà del Mezzogiorno” di Roma e “Il Melatino” di Teramo. Nel 1979 gli è stato conferito il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 1980 ha pubblicato L’arco della terra, una raccolta di proverbi, stornelli ed altro, nel dialetto del proprio paese di nascita. Nel 1991, la stessa raccolta, riveduta ed ampliata, è stata pubblicata dall’amministrazione di Sant’Andrea di Conza. Nel 1992 ha pubblicato Quanne méne faùgne (Quando soffia favònio), una plaquette di poesie in vernacolo, con traduzione in lingua a fronte. Del 2002 è il romanzo Le stellette che sopportammo e del 2004 la sua ultima raccolta di versi dal gusto agrodolce Ridi pure se vuoi. Hanno scritto di lui: Diego Valeri, Leonardo Sinisgalli, Giuseppe Porto, Ugo Maria Palanza, Pietro Cimatti, Giammario Sgattoni, Giorgio Bàrberi Squarotti, Enzio Di Poppa Vòlture, Alfonso Maria Di Nola, Vittoriano Esposito, Paola De Paolis, Fracesco Desiderio, Giuseppe Rosato, Vincenzo Rossi e molti altri. Ha vinto diversi premi letterari ed è inserito in varie antologie.

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