Sanremo si rinnova: dopo 60 anni ammessi interi brani in dialetto

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Cambia il clichè di Sanremo. Crolla dopo 60 anni il tabù dell’ortodossia tricolore dei brani in gara. Lo prevede l’articolo 6 del nuovo regolamento. Quello che stabilisce i requisiti delle opere musicali. Il comma a) impone la lingua italiana. Poi precisa che “si considerano appartenenti alla lingua italiana, qua­i espressioni di cultura popolare, canzoni in lingua dialettale italiana”. Fino all’ultimo Sanremo di Bonolis i vernacoli erano pareggiati alle lingue estere: erano ammessi una parola, una strofa o un ritornello al massimo. Con Antonella Clerici rimarrà il blocco allo straniero, ma si potranno cantare brani interi in foggiano o veneto.
Un’apertura che risente delle pressioni politiche della Lega che da anni, anche all’interno del Comune di Sanremo, chiede il riconoscimento delle lingue locali. A curare il cast saranno il direttore artistico Gianmarco Mazzi e la conduttrice Antonella Clerici. Le serate su Raiuno saranno ancora cinque (dal 16 al 20 febbraio) e i cantanti verranno divisi come sempre in due categorie: gli Artisti saranno 14; Sanremo Nuova generazione ne ospiterà 8. Due in meno per ogni classe rispetto allo scorso anno, ma tutto potrà essere modificato entro il 18 dicembre, giorno in cui la rosa sarà ufficializzata.

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