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Sanità – Sciopero della fame: i commenti di ‘quelli che non mollano’

Bisaccia – Terzo giorno di sciopero della fame contro la chiusura dell’Ospedale di Bisaccia. Amministratori e cittadini di Bisaccia, insieme al sindaco di Sperone, Salvatore Alaia sono intenzionati a non mollare la presa. Bunkerati presso l’edificio ex Itis di Bisaccia, hanno deciso di attuare una protesta ad oltranza, consapevoli che dopo di loro sono pronti a raccogliere il testimone della protesta altre decine di persone. Sì, perché la lista di coloro i quali hanno dato la disponibilità a partecipare a questa forma di lotta così estrema, annovera ben cento persone. Dopo diversi incontri istituzionali, assemblee pubbliche e una manifestazione a cui hanno partecipato circa 3mila persone, la richiesta di quanti stanno attuando lo sciopero della fame, avanzata già dal sindaco di Bisaccia, Salvatore Frullone e molti suoi colleghi irpini, è quella di sollecitare il presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro a prendere in considerazione la proposta di riorganizzazione ospedaliera approvata all’unanimità in una recente seduta del Consiglio provinciale di Avellino, avanzata da sindaci, sindacati e associazioni di categoria. Una proposta che metterebbe nelle condizioni l’ospedale “G. Di Guglielmo” di Bisaccia di non chiudere e avviarsi così verso un rilancio, richiamando nello stesso tempo ad una maggiore tutela degli altri ospedali presenti in tutta l’Irpinia. Intanto, i partiti politici ed esponenti regionali in Giunta e in Consiglio, sollecitati dal sindaco di Bisaccia e dai rappresentanti politici locali, si stanno attivando per concretizzare in breve tempo l’incontro con Caldoro.
Intanto, al terzo giorno di protesta, ecco i commenti di alcuni protagonisti dello sciopero della fame che costantemente vengono monitorati dai sanitari dell’ospedale di Bisaccia. Salvatore Alaia, sindaco di Sperone: “Questa è una battaglia a difesa della dignità delle popolazioni altirpine. La chiusura dell’ospedale di Bisaccia è un grave atto che non può vedere indifferente il presidente della Regione Campania. Incontri i sindaci che ne hanno fatto richiesta e valuti bene le proposte”.
Pasquale Gallicchio, consigliere comunale a Bisaccia e dirigente provinciale del Partito Democratico: “Al terzo giorno di sciopero non nascondo che la stanchezza si avverte ma siamo gente altirpina e non abbiamo nessuna voglia di mollare fino a quando il documento approvato in Consiglio provinciale non venga preso in considerazione dal presidente Caldoro, al quale rivolgo l’appello di convocare al più presto i sindaci dell’Alta Irpinia per dare di persona garanzie concrete. Ci aspettiamo come risposta allo sciopero della fame una celere attenzione del presidente della Giunta regionale che con decisioni immediate possa dire che l’ospedale di Bisaccia avrà un futuro come struttura ospedaliera territoriale e non un futuro legato a qualcosa che con la sanità non ha nessuna cosa in comune. Assicurare il diritto alla salute significa tutelare l’ospedale di Bisaccia. Bisaccia, con la lotta che sta mettendo in atto ha sollevato una questione delicata che riguarda il futuro anche degli altri ospedali. Si tratta a questo punto di mettere un punto fermo nel pianeta sanità senza penalizzare l’Irpinia rispetto ai tanti sprechi del napoletano”.
Francesco Tartaglia: “Contare i minuti e le ore in questo momento genera sentimenti contrastanti. Da una parte c’è la necessità di andare avanti nella lotta che si contrappone con la mancanza di una solidarietà vera soprattutto da parte di chi deve dare risposte politico-istituzionali, rispetto ai quali pur comprendendo la mole di impegni devono capire che pur una semplice telefonata è un segnale di attenzione. Loro devono capire che non servono i formalismi ma è più importante il contatto umano con le comunità, i territori, le loro problematiche. La politica non può ignorare delle persone che con un tale sacrificio fisico e psichico stanno chiedendo attenzione e se non si raccoglie questo allarme e non si sta vicino ai cittadini si rischia di allontanarsi sempre di più con conseguenze molto gravi per tutti”.
Antonio Santoli, assessore ai Lavori Pubblici al comune di Bisaccia: “Non è pensabile immaginare che il nostro territorio, già svantaggiato dal punto di vista orografico e climatico, possa essere privato di una struttura sanitaria che garantisca l’effettivo diritto alla salute. Chiediamo con forza che il piano di rientro di Zuccatelli venga rivisto per quanto riguarda il nostro territorio e la nostra lotta terminerà solo quando riusciremo ad ottenere quanto richiesto. l’Irpinia tutta è stata in questi giorni un laboratorio di confronto su tematiche di grosso impatto sulla qualità della vita che non può essere vanificato”.
Gerardo Rinaldo, operaio in cassaintegrazione ex CDI di Calitri: “Con questo nostro gesto vogliamo denunciare il fatto che già in Alta Irpinia si vive il dramma della mancanza di lavoro che favorisce una emigrazione soprattutto giovanile. Se a ciò si unisce il taglio scellerato dei servizi e quindi dell’ospedale di Bisaccia, mi chiedo che senso abbia restare a vivere in queste zone”.
Pascal Melchionna, dietista: “Il processo di aziendalizzazione della sanità ha trasformato quello che doveva essere un diritto in un servizio. La salute non può dipendere da motivazioni economiche ma deve tener conto delle esigenze del territorio. E’ inconcepibile che dei cittadini debbano mettere a rischio la propria salute per difenderla”.
Donato Sena, esponente Udc e lavoratore interinale: “Non molleremo finchè non saranno prese in considerazione le nostre proposte. In un territorio condizionato da carenze di infrastrutture non chiediamo altro che la tutela del diritto alla salute”.

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