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Dal prossimo anno, ha assicurato Giusto, i rapporti tra pubblico e privato saranno regolamentati con il solo scopo di evitare “… che si lucri sul sistema regionale”. Insomma, si valuterà il fabbisogno effettivo delle aziende in base alle prestazioni fornite e poi si erogheranno i fondi necessari a copertura di un anno. “E’ impensabile – spiega il consigliere regionale – che dopo 11 mesi queste case di cura recriminino finanziamenti per poter concludere l’anno. Non è neanche detto che la Regione debba soddisfare ogni loro richiesta economica. È pur vero che l’ente di Palazzo Santa Lucia ha delle responsabilità che dovrà rivedere. I fondi regionali non vengono presi dal Pozzo di San Patrizio e la crisi che sta attraversando la Sanità non deve essere alibi per ricatti, chiusure e licenziamenti e invocazione della cassintegrazione. A questo punto si rischia anche l’omissione di servizio sanitario. La salute del cittadino viene prima di tutto”. E per evitare ulteriori episodi anche in futuro, Giusto precisa: “E’ opportuno che la Regione stabilisca in principio quanto erogare ai privati e a quali condizioni”.