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“Il sistema di Welfare Italiano è evidentemente arretrato, nonostante che i servizi sociali quando organizzati creano occupazione, inclusione sociale, risparmi quindi efficienza economica. Il recupero dei minori in difficoltà, il reinserimento degli adulti in condizione di disagio, la garanzia della mobilità ai diversamente abili, gli asili nido, la tutela della famiglia, l’assistenza domiciliare aumentano la disponibilità, la qualità e la mobilità della forza lavoro e inducono risparmi sulla spesa sanitaria e per la giustizia. In effetti, a parole l’importanza dei servizi è continuamente riconosciuta; si pensi al Ministro della giustizia, che pretenderebbe di svuotare le carceri mediante l’affido ai servizi sociali, o al Ministero del lavoro, che in un recente rapporto dichiara l’intenzione di condizionare il potenziamento della social card ad un attento monitoraggio da parte degli stessi servizi. Tutte iniziative lodevoli, se non fosse che i fondi statali alle politiche sociali sono oggi un quarto rispetto al 2008, mentre Regioni e Comuni, in grave crisi finanziaria, stanno ulteriormente tagliando i servizi erogati, spesso abbandonando a se stessi individui e famiglie in stato di bisogno. Ma, se si ritiene che i servizi sociali sono fondamentali e la loro attuale inconsistenza costituisce un’emergenza nazionale, allora bisognerebbe essere consequenziali: il livello dell’assistenza fornito e il relativo finanziamento deve essere ricondotto nell’ambito delle priorità complessive delle politiche di bilancio per queste ragioni chiediamo ai Sindaci Irpini d’essere consequenziali con le intenzioni espresse ed agire presso le rispettive forze politiche d’appartenenza, in questo periodo tutte al Governo del Paese, imponendo un’inversione di rotta radicale rispetto alle politiche economiche e sociali fin qui proposte, perché genuflesse a vincoli europei antisociali e favorevoli solo ai poteri finanziari”.