Sanità – Lengua sulle nomine: “Spettacolo vergognoso”

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Avellino – Dopo i continui rinvii sulle nomine alla sanità campana e dopo le richieste del Governatore Caldoro di accelerare i tempi, si registrano le dichiarazioni della segretaria provinciale del Pd Caterina Lengua che, in un lungo intervento, entra nel merito della questione attaccando apertamente l’operato della Giunta di Palazzo Santa Lucia: “E’ una vergogna lo spettacolo che la giunta regionale di centrodestra sta offrendo ai cittadini della Campania. Un irresponsabile scontro tra Pdl ed Udc, per la spartizione delle poltrone delle aziende sanitarie, mentre i cittadini debbono subire i tagli imposti dagli stessi esponenti e dallo stesso schieramento politico, alle strutture ospedaliere del territorio. La giunta Caldoro dimostra, anche su una questione delicata come la sanità, di non essere in grado di governare e dare risposte ai problemi, ma di essere interessata unicamente all’occupazione delle istituzioni per interessi di bottega e giochi di potere. Oltre che inaccettabili, sono anche di cattivo gusto i battibecchi e le continue minacce di dimissioni di esponenti dell’esecutivo regionale, per ottenere una poltrona in più”.
Il Partito Democratico di Avellino esprime, inoltre, una ferma condanna per le scelte scellerate che si intendono compiere in Irpinia, da parte della giunta regionale con l’imprimatur del governo nazionale, in nome della necessità di un riassetto ospedaliero in Campania. “Purtroppo – dichiara Enzo Testa, responsabile sanità della segreteria provinciale del Pd – dobbiamo registrare, ancora una volta, una disparità di trattamento per le province “interne” come Avellino, rispetto a Napoli. Nella nostra provincia, infatti, verrebbero tagliati ben 222 posti letto su una popolazione di 440 mila abitanti, a fronte dei 765 posti letto in meno, su circa 3 milioni di abitanti, nell’area partenopea. Questa scelta comporterà la chiusura definitiva dell’ospedale di bisaccia, che sarà trasformato, in base al Piano ospedaliero, in Struttura Polifunzionale per la Salute (SPS), la cui funzione sarà ridotta al rango di ambulatorio di periferia. Sorte diversa, invece, è stata decisa per insediamenti sanitari di dimensioni ancora più piccole, come quelli delle isole e di Gragnano”.
I vertici del Pd, chiudono l’intervento in coro con un’ultima dichiarazione: “Evidentemente gli Irpini vengono considerati cittadini di serie B. Ma ci chiediamo: quale criterio ha orientato le misure previste dal Piano Ospedaliero targato centrodestra? Restano i reparti “doppioni” di napoli (circa dieci reparti di neurochirurgia) ed i policlinici non vengono nemmeno sfiorati da questo ciclone, mentre ad una vasta area territoriale si nega un pronto soccorso ed una struttura sanitaria degna di questo nome. Che fine hanno fatto le promesse del Presidente della V commissione sanità, Schiano, e del vice-presidente della giunta regionale, De Mita, fatte al sindaco di Bisaccia? Alla fine, resta soltanto la certezza di tagli sconsiderati a un servizio essenziale”.

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