Sanità – La protesta in Prefettura: Blasco chiama a rapporto Florio

0
3

Avellino – Anche questa volta la protesta è stata pacifica e non violenta. Ma, giurano, l’indignazione e la rabbia sono arrivate al culmine. Stamattina 10 primi cittadini, di altrettanti comuni altirpini, assieme ad una folta schiera di cittadini, hanno dato forma alla loro protesta prima davanti alla sede Asl e successivamente davanti alla sede del Prefetto, Ennio Blasco.
Lo scopo, ovviamente, quello di far valere le proprie ragioni e scongiurare l’attuazione del ‘famoso cronoprogramma’ del piano attuativo che prevede la chiusura del ‘Di Guglielmo’ di Bisaccia e la chiusura del pronto soccorso e del reparto di chirurgia del ‘Criscuoli’ di Sant’Angelo Dei Lombardi’.

FOTOGALLERY Le immagini della protesta

Verso le 12:00 c’è stato, dunque, l’incontro tanto atteso tra sindaci e Prefetto, con la simbolica consegna di una fascia tricolore in segno di protesta. Scongiurata, per ora, l’ipotesi di una dimissione di massa da parte dei 10 sindaci altirpini.
“Per ora è stato anche scongiurato quest’atto estremo, ma non garantisco che in futuro, se non cambieranno le cose, non ci saranno gesti veramente forti”. Salvatore Frullone, sindaco di Bisaccia, è molto chiaro sulla questione: “Il prefetto è stato gentile, ci ha accolto e si è fatto carico del nostro dissenso. Ha condiviso le nostre ragioni e compreso la nostra rabbia, inesplosa. E l’incontro è stato proficuo, perché il Prefetto Blasco ha garantito l’impegno a convocare un vertice, per domani, con il Commissario Asl Avellino, Sergio Florio, e per mercoledì un incontro con il Presidente della Regione, Stefano Caldoro. Sono convinto che oltre a far presente ad entrambi le nostre ragioni, rappresenterà il giusto equilibrio tra le nostre richieste e le loro pretese. Poi, ci ha assicurato, convocherà noi entro questo fine settimana”.

LE PROVOCAZIONI – Per quanto riguarda la consegna della fascia tricolore, ha poi aggiunto: “E’ un’azione simbolica, ma vuole rappresentare, premesso che l’amore per questa fascia è immenso, l’impossibilità da parte di noi sindaci, di amministrare bene e di onorare, dunque, questa fascia”.
Su un altro fronte, invece, Salvatore Alaia, sindaco di Sperone, che questa mattina ha partecipato all’assemblea che si è avuta all’Asl di Avellino, organizzata dallo stesso Commissario Florio.
“Mentre la gente protestava davanti alla sede del Prefetto, io ero qui. E dopo aver rappresentato per l’ennesima volta il nostro disagio e la rabbia per un piano attuativo assurdo e soprattutto applicato in modo impari tra la nostra e le altre province, ho chiesto al commissario Florio di dimettersi. Una richiesta esplicita, indirizzata alla dignità dell’uomo e non al politico o al personaggio istituzionale. Potrebbe e dovrebbe farlo basandosi proprio su una disparità di trattamento obiettiva, oltre alla palese violazione della costituzione in materia sanitaria. Non mi ha risposto – ha dichiarato infine Alaia – ma spero che ci rifletta, perché sarebbe un atto di una certa rilevanza e sarebbe davvero utile alla nostra causa”. D’accordo con Alaia anche lo scrittore irpino, Franco Arminio, anche lui presente questa mattina: “E’ stata una mattina all’insegna della democrazia. Abbiamo fatto sentire la nostra voce, ma rimane sempre l’amarezza di sempre. E’ possibile che bisogna protestare per un diritto basilare delle nostre esistenze? Una cosa è certa, però: come per la battaglia della discarica, tutta la popolazione altirpina si unirà in un solo corpo e darà battaglia alle istituzioni e alla politica, la grande assente”.

LA PROTESTA DEI CITTADINI – Al grido di ‘Caldoro non molleremo’ sono stati più di cento i cittadini, infermieri e ammisnitratori dell’Alta Irpinia ad accompagnare stamane i sindaci ricevuti al Palazzo della Prefettura di Avellino da Ennio Blasco.
“Nessuna promessa è stata mantenuta – hanno riferito – Speriamo ancora in qualcosa. Seppur a oltre 80 chilometri di distanza dal capoluogo, non siamo cittadini di Serie B e abbiamo il sacrosanto diritto affichè venga tutelata la nostra salute e dei nostri figli”.
Così anche un gruppo di assistenti sanitarie: “Siamo qui perché testimoni della chiusura del Criscuoli e del Di Guglielmo. A Bisaccia il destino di oltre 40 infermieri è legato ancora all’incertezza. Così facendo morirà tutta la comunità altirpina”.
(di Paolo Romano)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here