Sanità in Alta Irpinia, Salvatore Ruggiero: “E’ battaglia di tutti”

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Lioni – Sulla proposta relativa al piano di razionalizzazione ospedaliera avanzata dal subcommissario governativo della sanità campana Giuseppe Zuccatelli, si registra l’intervento di Salvatore Ruggiero, amministratore del Comune di Lioni.

Ruggiero fa notare che: “Se andiamo a guardare quanto previsto per il nostro territorio provinciale ci accorgiamo intanto che la nostra provincia non ospiterà nessun plesso ospedaliero abilitato, per così dire, al trattamento di gravi patologie. Infatti dei 4 poli che costituiranno la rete del trauma center, attrezzati anche per curare le malattie più gravi, 2 andranno a Napoli, 1 Benevento e 1 a Salerno; in questo modo la Città ospedaliera di Avellino esce dal circuito degli ospedali di rilievo regionale in barba al criterio della territorialità fissato nel precedente Piano. Inoltre nella nostra provincia i presidi ospedalieri di S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia, Ariano, Solofra e Avellino perdono complessivamente un totale di 136 posti letto la cui proporzione, rispetto alla popolazione utente, sul totale dei posti letto soppressi è di gran lunga maggiore delle altre province dove il taglio è stato appunto proporzionalmente in misura inferiore”.

“Bene ha fatto allora il Governatore uscente a non firmare una bozza che compie scelte, ancora una volta, più con una logica legata ai conti da far tornare anziché alla garanzia per i cittadini del diritto alla salute – continua – Resta aperta tuttavia la principale questione che da più parti e da tempo viene sollevata. In che modo cioè si riuscirà a garantire, in un territorio con particolari condizioni orografiche e climatiche, un servizio di pronto soccorso immediato e una risposta alle emergenze/urgenze dei cittadini dell’Alta Irpinia. La rete dell’emergenza disegnata nel Piano precedente era, a giudizio diffuso e al netto di valutazioni di parte, carente sotto questo profilo e non garantiva una pronta, immediata ed adeguata assistenza. Non si poteva prima e non si può oggi immaginare di dover soccorrere un infartuato o un traumatizzato grave con un ambulanza o talvolta con mezzi di fortuna percorrendo fino a 40 minuti di macchina, per strade accidentate e d’inverno lastricate di ghiaccio, per raggiungere Ariano o Avellino mentre ci sarebbe necessità di un pronto intervento immediato per stabilizzare in sicurezza il paziente e successivamente dirottarlo verso presidi ad alta specialità”.

Al bando le polemiche e le responsabilità: per Ruggiero occorrerebbe “… fare scudo comune, mobilitare le nostre genti, favorire la creazione di un comitato di salute pubblica espressione del territorio che tenga dentro istituzioni locali ma anche associazioni e operatori del settore, per mantenere alta l’attenzione e offrire una proposta al Direttore D’Ascoli che vada certo nella direzione del contenimento dei costi, accettando sacrifici come già avvenuto, ma che offra anche una minima garanzia ai cittadini nelle prestazioni di pronto soccorso. Ed allora lo dico come un appello a tutti me compreso. Evitiamo su questo divisioni tra noi; si dia vita ad un presidio territoriale attraverso un soggetto collettivo, un osservatorio permanente su questi e altre grande questioni che stanno aprendo una crisi sociale nei nostri paesi senza precedenti. Lo si faccia attraverso anche altre modalità organizzative o iniziative istituzionali nella speranza e nel tentativo di mobilitare coscienze e sollecitare, in un futuro immediato, l’impegno di tutte le forze politiche con uno sforzo che ci porti auspicabilmente a remare tutti nella medesima direzione, nell’interesse e nella difesa dei nostri territori. Senza bandiere e senza campanili”.

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