Sanità, i sindaci: “Dimissioni in blocco e sciopero della fame”

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Bisaccia – Con una simile scure calata sulla Sanità irpina attraverso il piano di razionalizzazione ospedaliera del sub commissario Zuccatelli, c’era da aspettarselo. L’opinione pubblica irpina e le istituzioni adesso cominciano davvero a fare la voce grossa. Tanto grossa che i sindaci dell’Alta Irpinia insieme ad altri colleghi sparsi qua e là per la provincia, in primis Salvatora Alaia, hanno annunciato la linea dura: “Sciopero della fame e dimissioni in blocco”. “Una rivoluzione bianca” quella annunciata dai primi cittadini che, dicono, sono pronti a rimettere nelle mani del Presidente della Repubblica i propri mandati e le proprie fasce tricolore.

ALAIA INIZIA LO SCIOPERO DELLA FAME – Il pugno più duro lo sta dimostrando senza dubbio il sindaco di Sperone Salvatore Alaia che ha lanciato l’iniziativa dello sciopero della fame ad oltranza. Da domenica prossima, 16 maggio alle ore 10.00 il primo cittadino speronese si trasferirà letteralmente all’ospedale “Di Guglielmo” di Bisaccia, dove passerà giorno e notte a presidiare la struttura dell’Alta Irpinia ‘vittima’ di tagli inspiegabili nel piano di rientro sanitario. “Non mi muoverò da lì fin quando il caso di Bisaccia non arriverà al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ormai non ho più fiducia di nessuno, né della Provincia né della Regione: l’unica speranza che mi resta è che sia Napolitano a scrivere la parola “Giustizia” nel capitolo della Sanità irpina”. Un’ultima parola che comunque non è stata ancora stata scritta. Il piano di razionalizzazione ospedaliera attende infatti ancora la firma del Presidente della Regione Stefano Caldoro. Tutti sperano che, in ultima istanza, Caldoro se ne astenga, garantendo in questo modo un futuro meno tragico per la Sanità dell’Alta Irpinia. “Ma ormai non ci credo più: Caldoro e Zuccatelli hanno già detto che è stato fatto tutto il possibile per l’Irpina. In realtà si tratta di scelte calata dall’alto con un’inaccettabile prepotenza”

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