Un servizio sanitario più efficiente è possibile. Raffaele Pirozzi ex segretario regionale della Cgil mette innanzi la sua proposta. In primis è necessario ridurre al massimo gli sprechi come “esami inutili, ricoveri non necessari, interventi chirurgici evitabili ed errori in corsia”. -TROPPI MEDICI E POCHI INFERMIERI: “Sono stati calcolati che in Italia esiste un medico ogni 165 abitanti che è il doppio del rapporto medici-abitanti esistenti negli altri paesi. al Centro –Nord invece mancano 60.000 infermieri”. ACQUISTI DI FARMACI:
“Si spendono 5 miliardi di Euro per l’acquisto di farmaci che se fosse organizzato si risparmierebbero 500 milioni di Euro. Il ricarico tra produzione e consumo è eccessivo. Esso va ai grossisti ed alle farmacie”.
Troppi RICOVERI:
“Tre interventi su 4 di routine non richiedono ricovero ospedaliero ed abbattendo questo avremmo un risparmio di 11 miliardi di Euro”.
DISPARITA’ NEL COSTO DEI POSTI LETTO:
“ Ecco alcuni dati del costo di un posto letto per regione:
FRIULI 3.180 EURO
VENETO 1.766
VALLE D’AOSTA –per cirrosi epatica- 4.094 euro
TOSCANA – per cirrosi epatica- 2.977euro
Se applicassimo i costi delle regioni più virtuose a quanto ammonterebbe il risparmio? 5 miliardi di Euro.
In Italia 560 medici denunciati per iper –prescrizione
Troppe prescrizioni di farmaci
Troppe prescrizioni di TAC 40 milioni di Euro all’anno
Troppe le lista di attese.
PIANO OSPEDALIERO:
“ Il sistema ospedaliero Campano soffre di:
-Una accentuazione di posti –letto ubicati in maniera predominanti nella città di Napoli con scarsa presenza sul territorio regionale;
-Tecnologie vecchie e superate;
-Un costo del servizio che, soprattutto nella città di Napoli, è superiore, e di molto, al costo nazionale di analogo servizio;
-Una concorrenza tra pubblico e privato con strutture private che sono concorrenti del pubblico.
Le strutture private, in maggioranza al di sotto dei 100 posti –letto non sono in grado di garantire in linea di massima: Qualità, Tecnologie e sicurezza per i dipendenti”.
Ecco le soluzioni:
“Dopo aver individuato i limiti, la carenze e le difficoltà proporre idonee soluzioni atte ad elevare lo standard dell’efficienza e ridurre gli sprechi. Approvazione rapida con una dislocazione diversa dei posti letto nella regione ed i nuovi posti –letto devono essere sostitutivi e non aggiuntivi. Costituire un fondo per ammodernare tecnologie e migliorare lo standard qualitativo del settore soprattutto nel Sud. Abbattere gli sprechi ed evitare la concorrenza tra pubblico e privato con una ubicazione del privato che sia di complemento al pubblico. Costituire un fondo per l’assistenza agli anziani non autosufficienti. Il riparto attuale delle risorse finanziarie privilegiano le ASL che consumano più prestazioni e, quindi hanno si presentano con un maggior deficit. Si parla che circa il 30 % dell’intero deficit sanitario campano è dato dalla ASL N°1 ricadente nella città di Napoli. www.notiziesindacali.it avanza la proposta della revisione del riparto dirottando maggiori risorse finanziarie verso le ASL delle aree interne. Siamo di fronte ad una Sanità da riformare profondamente che va ad intaccare interessi consolidati. Approntare un piano straordinario per la formazione professionale del personale sanitario di: medici, infermieri, tecnici di radiologia,esperti della riabilitazione, anestesisti , neurologo ecc. ecc. Mobilità del Personale nella regione da aziende sanitarie dove è in eccedenza a quello dove è deficitario. Lo spostamento ed una diversa dislocazione deve riguardare medici e non.- Gestione diretta del 118; – Contrattazione del salario accessorio per raggiungere l’obiettivo di una maggiore efficienza del settore pubblico nell’erogazione del servizio; – Assunzioni di farmacisti per un riequilibrio pubblico-privato delle farmacie”. E ancora bisognerà “rivedere l’offerta della riabilitazione privilegiando il pubblico; rivedere l’assistenza veterinaria immettendo nuove professionalità nel settore; utilizzare in maniera efficiente il personale trasferito dal Ministero di Grazia e Giustizia per l’assistenza dei tossici nelle carceri”.