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Sanità – Di Milia sul “Di Guglielmo”: “La Regione cambi rotta”

Calitri – Riconversione dell’ospedale “Di Guglielmo” di Bisaccia dopo i tagli alla sanità imposti dalla regione Campania. Sarà questo il motivo del sit-in di protesta di domani che si terrà in occasione dell’inaugurazione della Fiera Interregionale di Calitri. Un’opportunità per confrontarsi anche con i vertici politici regionali vista la presenza del Numero Due di Palazzo Santa Lucia Giuseppe De Mita.
In effetti, una delegazione del Consiglio comunale bisaccese si recherà proprio a Calitri per parlare con il vice presidente regionale alla ricerca di risposte utili a rassicurare i tanti cittadini dell’Irpinia d’Oriente che temono di essere privati di una basilare assistenza medica.
“Mi è giunta una richiesta ufficiale da parte del Consiglio comunale di Bisaccia di incontro tra una propria delegazione e De Mita – ha spiegato il sindaco di Calitri Giuseppe Di Milia presente anch’egli domani al taglio del nastro della Fiera -. Con questo incontro si cercherà di fare chiarezza su un argomento che ci sta tenendo tutti col fiato sospeso”.
Le prime dichiarazioni del Primo Cittadino di Calitri seguono, dunque, la linea scettica adottata della politica e dall’opinione locale altirpina che ha tenuto in poco conto le parole del commissario Sergio Florio che ha parlato di “piano che dovrà essere giudicato alla fine e non adesso”.
Anzi, Di Milia coglie l’occasione per lanciare un accorato appello alla politica regionale: “La protesta di domani è condivisa e condivisibile. Spero, e questo è un sentimento che ci accomuna tutti, che la Regione cambi rotta perchè l’assistenza sanitaria è un bene assolutamente primario. E’ impossibile pensare – continua il presidente della Comunità Montana Alta Irpinia – che un servizio fondamentale sia semplicemente sospeso. La Regione deve assolutamente rivedere il piano di rientro”.
La preoccupazione e l’incertezza si sono fatti strada in questi mesi fino al midollo dei territori dell’Irpinia d’Oriente e nei propri amministratori. Sentimenti che hanno spinto le popolazioni a immaginare scelte drastiche.
Proprio a tal proposito, Di Milia conclude dando una sua interpretazione alla richiesta di referendum proposta dai cittadini di Bisaccia per staccarsi dalla Regione Campania cogliendo sia il significato provocatorio dell’iniziativa, sia le ricadute economiche proibitive di un’eventuale risultato positivo della votazione: “Capisco perfettamente i motivi che hanno spinto i cittadini di Bisaccia a pensare di staccarsi da una Campania che pare poco interessata alle esigenze della popolazione irpina. E’ inutile comunque aggiungere che i costi di riconversione del paese, dai numeri civici agli atti di residenza, dai documenti alle strade, sarebbero a dir poco proibitivi. Del resto – chiude caustico – i Comuni, ora come ora, non hanno neanche i soldi per pagare l’illunazione delle strade…”.
(di Attilio Alvino)

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