Sanità, D’Ercole: “Relazione che tace sulle questioni importanti”

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Regione – “Urge provvedere ad una verifica effettiva della situazione debitoria della sanità campana. Un compito che potrebbe assumersi la commissione regionale e farci sapere entro 30 giorni come effettivamente stanno le cose”. E’ questo il suggerimento del capogruppo regionale di Alleanza Nazionale, Francesco D’Ercole, nell’aprire il dibattito sulla relazione sulla situazione della sanità in Campania, proposta dall’assessore Angelo Montemarano “Un dibattito che arriva in notevole ritardo, rispetto alla richiesta avanzata tempo fa dalla Casa delle Libertà e che rischia di trasformarsi, alla luce della relazione dell’assessore Montemarano, in una sorta di autopromozione della propria attività”. “Certo – ha continuato D’Ercole – c’è anche la sottolineatura di qualche ombra nel contesto, ma si continua ad attribuire capacità risolutive al proprio operato e scarica sul governo, quelle per ciò che non funziona, per lo sforamento dei conti, che sarebbe causato dal ritardo da parte dell’esecutivo centrale nella liquidazione di 2miliardi e mezzo pregressi e dal fatto che la quota di trasferimento procapite di spesa sanitaria da parte del governo alla regione Campania è di gran lunga inferiore rispetto a quella che viene indirizzata verso le altre regioni”. “Voglio allora ricordare – ha aggiunto D’Ercole – che il sistema di redistribuzione della quota di spesa sanitaria è stata decisa con il decreto 56 dall’esecutivo di centrosinistra, guidato da D’Alema, con l’avallo della Conferenza Stato-Regioni, un modello di redistribuzione che in questi 5 anni non è stato possibile cambiare, perché le regioni del nord, a cominciare da Emilia Romagna e Toscana, non hanno inteso modificarlo, per non essere penalizzate. E forse, visto la qualità del servizio sanitario da loro offerto, sarebbe stato anche ingiusto”. “Siamo sinceri – ha detto ancora – il vero gap della nostra sanità, rispetto alle altre, non è conseguenza della differenza delle quota capitaria, bensì nella qualità del servizio che bisogna recuperare, perché nel momento in cui la quota pro capite di spesa sanitaria che lo Stato destina alla Campania, dovesse essere uguale a quella delle regioni del Nord, anche la qualità del servizio offerto dovrebbe essere uguale”. “Ma ancora una volta – ha continuato D’Ercole – l’assessore è stato sfuggente sui due punti che prioritariamente vanno affrontati per risolvere il problema: il nuovo piano ospedaliero e l’accreditamento delle strutture sanitarie. Finchè il primo continuerà a restare nei cassetti di qualche scrivania regionale e non si provvederà all’accreditamento definitivo delle strutture private, eliminando quelle non sono in grado di offrire un servizio di qualità ed all’altezza delle esigenze, si finirà sempre per penalizzare le migliori ed offrire una sponda alla crescita del debito sanitario in Campania”. “Per quanto riguarda la questione Soresa – ha sottolineato, inoltre – essa avrebbe dovuto entro il 30 giugno concludere la ricognizione sul debito al 31/12;2005 e farci sapere il suo ammontare complessivo. Invece ancora oggi non è stato in grado di farci sapere alcunché. Tant’è che ci hanno detto si comincerà a pagare i debiti certi. Sicchè si continuerà a camminare alla cieca, senza sapere qual è la vera realtà debitoria della sanità campana. Il che significa che anche l’aver costretto per i prossimi 30 anni la regione alle ristrettezze, grazie al mutuo per pagare i debiti attuali della sanità, potrebbe risultare inutile ed insufficiente”.

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