Avellino – “La Regione Campania con la delibera n. 1267 del 12 luglio 2009 e con il successivo decreto n.6 del 4 febbraio 2010 determinava le tariffe per le prestazioni erogate dalle residenze sanitarie assistite e i centri diurni ai sensi della L.R. 8/2003. I due provvedimenti regionali, nell’udienza dello scorso 18 gennaio, sono stati censurati e annullati dal Consiglio di Stato per due vizi, il primo per il mancato confronto con le parti sociali, il secondo in quanto la nuova determinazione tariffaria non era corrispondente ai costi effettivi delle strutture”. E’ quanto riportato nella nota della Segreteria Provinciale della CISL FP IrpiniaSannio che, con profonda soddisfazione, vede soddisfatta la protesta iniziata da anni nei confronti della Struttura Commissariale che continua ad intervenire nella sanità pubblica e privata con tagli e provvedimenti illegittimi. “L’effetto negativo che tali provvedimenti hanno causato, riferisce Buonavita, è stato quello di avere messo in ginocchio tutte le RSA, i centri diurni ed i centri che erogano prestazioni ex art. 26 della legge 833/78 della provincia Irpina e dell’intera Regione Campania. Il Consiglio di Stato con la sentenza depositata in data 11 febbraio 2013 ha censurato la Regione Campania perché la stessa ha violato la norma sostituendo unilateralmente il CCNL AIOP con quello del CONFEDIA, che penalizza molto i lavoratori commettendo errori macroscopici sul costo del personale. Infatti la Regione Campania ha erroneamente applicato il CCNL AIOP per il biennio economico 2004-2005 per le figure professionali non mediche come valore base per determinare il costo lordo aziendale annuo, omettendo di aggiungere agli stipendi tabellari gli altri elementi accessori (come ad esempio quelli elencati dall’art. 49 del CCNL AIOP 2005-2005 per le figure professionali non mediche) che contribuiscono a determinare la retribuzione fondamentale su cui applicare le maggiorazioni derivanti dagli oneri previdenziali. Ha determinato, inoltre, forfetariamente alcune componenti di costo diverse da quelle del personale utilizzando i medesimi valori economici che furono adottati per determinare le tariffe delle prestazioni riabilitative ex art.26 per il periodo 2003-2005 senza un aggiornamento dell’indice FOI, senza tenere in considerazione la qualità dell’assistenza, né tantomeno gli aggiuntivi costi sostenuti dai centri per pulizia, utenze, mezzi, numeri posti letto ecc. In conclusione la determinazione dei costi presi a base delle tariffe è stata effettuata con una notevole approssimazione e senza l’audizione delle parti sociali, precedente che ci conforta atteso che la CISL da tempo sta impugnando decreti e delibere regionali perché non condivise con le Organizzazioni Sindacali. Continueremo nell’azione di controllo e di denuncia di tutti gli atti regionali ed aziendali che violano le norme vigenti e recano nocumento ai servizi, riducono la capacità imprenditoriale delle aziende private che sono costrette a licenziare o a sottoscrivere contratti di solidarietà e che da ultimo modificano in maniera unilaterale gli accordi sindacali”, conclude il Segretario Generale della CISL FP IrpiniaSannio Doriana Buonavita.