
Napoli – La Giunta regionale ha approvato il piano di razionalizzazione della rete ospedaliera campana. Su proposta dell’assessore Angelo Montemarano, è stato previsto l’accorpamento delle aziende sanitarie che passano entro giugno del prossimo anno da 13 ad 8, la presenza di una sola azienda nelle province di Caserta, Avellino e Benevento, tre nella provincia metropolitana di Napoli e due nella provincia di Salerno. Verranno ridotti i distretti di base con l’individuazione di un distretto per ogni 70mila abitanti nelle zone a bassa densità e territori montani e 120mila abitanti nelle aree definite urbane. I tagli previsti riguarderanno la riduzione di almeno 50 incarichi dirigenziali della funzione apicale, l’abolizione dei Comitati Tecnici Provinciali e una riduzione dei Direttori di struttura territoriale. E’ prevista in ogni provincia , la rete di emergenza legata ad ospedali maggiori, mentre i restanti verranno convertiti in strutture residenziali con il potenziamento degli ospedali di comunità e del territorio e del potenziamento della rete di riabilitazione. Introdotte le norme di salvaguardia per i lavoratori delle strutture sanitarie non in regola con i requisiti di qualità. Per l’assessore alla sanità, il “piano di razionalizzazione coniuga risparmio, efficienza e la garanzia dei livelli essenziali di assistenza”. L’atto approvato dalla giunta regionale approderà in Consiglio regionale per la sua ratifica. Appena saranno chiari i contorni del deliberato proposto è facile immaginare nelle prossime ore le polemiche che seguiranno per i previsti “tagli” e le reazioni dei territori dove sono ubicati i plessi ospedalieri oggetto del ridimensionamento.