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S.Angelo – La tappa “particolare” in carcere della Route dell’Agesci

Zaino in spalla, fazzolettone al collo e scarponi ben stretti: la tenuta presidenziale di San Rossore, a Pisa, da mercoledì 6 a domenica 10 agosto sarà invasa da oltre 30 mila scout, di età compresa tra i 16 e i 21 anni. L’appuntamento si svolge al termine dei 456 incontri regionali. Una delle tappe del viaggio assume un senso particolare proprio per la particolarità del sito in cui si è svolta. Giovani appartenenti all’AGESCI hanno richiesto ed ottenuto dal Ministero della Giustizia di poter vivere un’esperienza unica nell’ampio ventaglio delle scelte che si potevano prendere in considerazione: vivere per 24 ore in un vero e proprio carcere, in un istituto penitenziario che da molte voci è stato definito come “modello avanzato” per la rieducazione dei condannati. La Casa di Reclusione di Sant’Angelo dei Lombardi (AV), con la supervisione attenta del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania di Napoli, ha consentito a circa 50 scout di montare il campo-tenda nell’impianto sportivo del carcere e vivere un’esperienza unica nel suo genere, tra le variegate attività lavorative, di formazione professionale e trattamentali che si svolgono nel plesso penitenziario. I “giovani in cammino” hanno avuto modo di apprezzare la colorata ludoteca, l’ampia area verde (ove i ristretti incontrano le famiglie per un pranzo all’aperto), l’impiego lavorativo dei detenuti nel vigneto (con quattro tipologie di vino: fiano, coda di volpe, falangina e greco), nell’apiario (con tre tipologie di miele: sulla, trifoglio e millefiori), la cura dell’uliveto e delle serre, le prelibatezze nascoste del frutteto autoctono e dell’hortus conclusus, luogo interamente dedicato alla comunità penitenziaria che produce e consuma in giornata ortaggi a zero impatto ambientale e a “km zero”. Ma lo stupore vero è stato scoprire come la collaborazione con la Cooperativa Sociale onlus “Il Germoglio” di Sant’Angelo dei Lombardi (nata da una felice idea della Conferenza Episcopale Italiana) consente l’assunzione di numerosi detenuti nell’azienda agricola, nei lavori di grafica della tipografia interna e, recentemente, anche nella cura degli spazi verdi dell’Ospedale di Sant’Angelo dei Lombardi. “Veniamo da posti molto diversi tra loro: da Roma, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Campania, da Firenze. Alcuni di noi hanno già conosciuto altre realtà carcerarie, ben diverse da questa altirpina. Ricorderemo con affetto la calorosa accoglienza della comunità santangiolese e non avremmo mai immaginato che proprio qui, nel nostro avvicinarci a San Rossore, avremmo incontrato un carcere capace di restituire dignità a persone che, pur sbagliando, rimangono sempre esseri umani capaci di un cammino diverso. Un po’ come noi, che siamo in cammino, armati solo del nostro coraggio e della nostra fede. Ci piace immaginare che l’ “alfiere” – il nostro rappresentante eletto per alzata di mani – saprà ben raccontare la straordinaria esperienza vissuta in carcere”.

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