
Gli amministratori del territorio del Baianese e del Vallo di Lauro sono pronti per una protesta forte davanti alla sede dell’Asl Av2 di Avellino per denunciare gli sviluppi legati al trasferimento del san Giacomo ed invitare il direttore generale Roberto Landolfi ad assumersi le proprie responsabilità in merito all’attivazione di una seria iniziativa che possa garantire un futuro certo al presidio di Monteforte Irpino. “E’ semplicemente vergognoso quello che sta accadendo – afferma il sindaco di Sperone, Salvatore Alaia – non arretreremo per nessun motivo rispetto alle posizioni assunte e la nostra attenzione non calerà fino a quando non avremo certezza e contezza del futuro dell’ospedale di Monteforte. Per questo, insieme con gli amministratori della zona condenseremo le nostre ragioni in una civica e vibrata protesta che la prossima settimana porteremo davanti alla sede dell’Asl Av2, specificando che la nostra è la protesta della gente che soffre e a cui stiamo togliendo anche la speranza”. Intanto proseguono senza esitazioni ed incertezze le operazioni di trasferimento dei reparti dall’ospedale san Giacomo di Monteforte al presidio ospedaliero di Avellino nel rispetto dei tempi o delle modalità prefissate dall’azienda ospedaliera Moscati di Avellino in un clima di generale indifferenza e totale quiescenza da parte di politici ed amministratori locali che non hanno mosso un dito per evitare una fine ingloriosa per la struttura di Monteforte Irpino. Malgrado di protocollo di intesa siglato a luglio avesse previsto per l’ospedale la trasformazione in struttura afferente alla rete di emergenza, con funzioni e compiti ben definiti, la sola preoccupazione attuale è quella di trasferire i reparti lasciando un vuoto incolmabile, preludio al buio più assoluto. Non uno spiraglio, né una trattativa per confermare i propositi di dare concreta attuazione all’intesa di luglio, ma solo una ferma e decisa azione finalizzata ad attuare i trasferimenti. Come in una commedia greca dove il dramma finiva in tragedia, così si sta consumando la vicenda del san Giacomo sul quale è calata la pietra tombale di una fine inesorabile e forse annunciata. (di Italia Manzione)