PIETRASTORNINA- “Un uomo di una forza e di una potenza morale che ci parla ancora adesso”. E’ la prima immagine che nel confronto sulla sua opera “Francesco, il primo italiano”, Aldo Cazzullo, l’autore del libro sulla figura di San Francesco non solo come santo ma come rivoluzionario, consegna alla platea che ieri sera nella chiesa di Pietrastornina ha partecipato all’evento organizzato dal Circolo Socio Culturale “Petra Strumilia”, presieduto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che si è confrontato con l’autore. In sala erano presenti le massime autorità della provincia di Avellino, a partire dal prefetto Rosanna Riflesso, dal presidente del Tribunale di Avellino Francesca Spena, dai vertici delle forze dell’ordine, il commissario prefettizio Giuliana Perrotta, il senatore Domenico Matera, il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il presidente della Provincia Rizieri Rino Buonopane. La testimonianza attuale del messaggio di San Francesco e’ il dato emerso in una giornata particolare, proprio oggi e’ stata avviata l’ostensione ad Assisi delle reliquie del Santo, a cui Cazzullo ha partecipato, trasmettendo quella che ha definito una sensazione o suggestione, la straordinaria energia trasmessa da quelle reliquie. Nel ragionamento sull’opera sono emersi alcuni passaggi che richiamano alla figura di San Francesco come “primo italiano”, nonostante ortocento anni fa, quando e’ morto, non esistesse ancora l’Italia. In un aspetto in particolare, quello che vede sempre richiesta la partecipazione dell’Italia in scenari di missione di pace. “La vocazione dell’Italia e’ la pace. Questo penso che abbia un rapporto con San Francesco- ha spiegato Cazzullo- San Francesco non ha mai parlato di Italia, non era ancora uno Stato e non lo sarebbe stato per molti secoli. Però, questa idea del rispetto della persona e per gli altri, per l’amore per tutta la creazione e’ un’idea che ci viene da li’. Secondo me questa idea ce l’abbiamo noi. Perche’ non a caso sono stati i terziari francescani, quindi “laici” come noi ma appartenenti a San Francesco, tutti grandi italiani. Dante, Giotto, Petrarca, Tasso, Alessandro Manzoni, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci, forse Galileo Galilei di sicuro Volta e altri scienziati. Don Bosco era un prete ma anche un “terziario francescano” , Alcide De Gasperi, il padre della nostra democrazia era un terziario Francescano e stava al Viminale, dove sta il Ministro adesso. Questo me lo ha ricordato sua figlia, Maria Romana De Gasperi, che quando nel Dopoguerra vi era la fame, tantissime persone andavano a chiedere aiuto a De Gasperi. E c’era un prete, che andava tutti i giorni da De Gasperi a chiedere soldi e lui cercava di evitarlo. Un giorno si trova il prete con le braccia spalancate e De Gasperi non ha vie d’uscita. E De Gasperi gli dice che non può utilizzare i soldi dello Stato e gli firma un assegno con i soldi del suo stipendio e poi dice alla figlia: chi glielo dice ora alla mamma che dobbiamo campare un mese senza stipendio?”. Per questo motivo , secondo Cazzullo, San Francesco e soprattutto questa “scia” di grandi italiani che hanno fatto parte dei “terziari francescani” può dirsi il primo italiano. Il ministro Piantedosi non poteva richiamare la figura di San Guglielmo, i benedettini e Montevergine e un’analoga opera di ammansimento del lupo, così come aveva fatto San Francesco, quello che uccise l’asino che San Guglielmo utilizzava per le sue attività agricole e una volta ammansito ne prese il posto. E a Cazzullo ha anche chiesto: cosa sarebbe stata l’Italia senza San Francesco? E credi all’ineluttabilita’ per cui se non ci fosse stato San Francesco ce ne sarebbe stato un altro nella storia o l” Italia non sarebbe stata la stessa senza San Francesco?”. Domanda rispetto alla quale Cazzullo non ha dubbi: ” Sicuramente l’ Italia non sarebbe la stessa senza Francesco, la lingua non sarebbe la stessa, la nostra idea del mondo e dell uomo, la nostra idea del Cristianesimo non sarebbe stata la stessa. Ne sono certo. In conclusione vi voglio raccontare due storie. Cristoforo Colombo non è di moda, ce l’hanno tutti con lui, in America vogliono abbattere le statue, lo considerano l’iniziatore del Colonialismo. Per me Cristoforo Colombo era una persona straordinaria. L’idea di andare ad Oriente per Occidente, un coraggio leonino. Lui era legatissimo ai francescani, lui viveva a Palos in un convento di francescani e fu incoraggiato da un francescano che era il suo confessore, fu osteggiato dai domenicani, che erano i sapienti e avevano studiato, che gli dicevano:non è possibile raggiungere le Indie passando dalla parte opposta. Il bello che avevano ragione i domenicani, con quei tre gusci di noce non sarebbe mai arrivato in Giappone. Ma non è vero che non aveva capito niente. Fu lui a dargli il nome di “nuovo mondo” , anche se fu poi un altro italiano e anche lui francescano, Amerigo Vespucci, a chiamarla America”. Ha chiuso con Dante: “Tutte le rivoluzioni degli ultimi decenni hanno fallito, il Fascismo e il Comunismo hanno fallito, il capitalismo sta producendo questo mondo spaventoso, in mano alla tecnofinanza. L’unica rivoluzione che è riuscita è quella delle donne. Il primo prefetto donna quando e arrivato? (Anni 80/90 risponde il Ministro). Fino agli anni 50 le donne non potevano fare il magistrato, oggi la metà dei giovani magistrati sono donne. Le prime donne laureate in Medicina sono finite sui libri di storia, oggi la maggioranza dei giovani medici sono donne. Penso che tutto parta da Francesco e da Dante. Dante pensate che incontra nell’ aldilà 183 personaggi. E uno solo si prende cura di lui, che pensa alla fatica che Dante ha fatto per scendere in fondo all’inferno e a scalare la montagna del Purgatorio. E’ una donna, Pia Dei Tolomei, che gli chiede di ricordarsi di lei quando sarebbe tornato nel mondo, parlando della sua nascita a Siena e della sua morte in Maremma. Ma come e’ morta Pia? Negli ultimi due versi la soluzione del giallo. Lo sa mio marito, che mi aveva dato la fede nuziale. Pia dei Tolomei era stata assassinata dal marito geloso. La stessa fine dell’altro personaggio femminile della Divina Commedia, Francesca”. E proprio ricordando i versi del Sommo Poeta, Cazzullo ha messo in evidenza come si Francesca fosse all’Inferno per il mal amore ma anche il marito era nella Caina, il luogo più brutto dell’inferno, destinato ai traditori dei familiari. E questo nel 1300. “Fino al 1981 in Italia esisteva il delitto d’onore, chi trovava la moglie o una figlia con qualcuno e lo uccideva avrebbe avuto delle attenuanti, qualche volta non finiva neppure in prigione. Dante invece mandava il “femminicida” gia’ nel 1300 il “femminicida” in fondo all’Inferno. E questo è una traccia di una straordinaria modernità”
San Francesco, Cazzullo ospite di ” Petra Strumilia”: senza di lui l’Italia non sarebbe la stessa
