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Hai assistito all’ultima sfida con la Triestina, che effetto ti ha fatto vedere lo stadio semivuoto?
“Sabato ero al Partenio, è stata la mia prima volta quest’anno. Mi ha fatto uno strano effetto vedere così poca gente sugli spalti. Mi è dispiaciuto enormemente. So quanto il pubblico ci tenga a questi colori e l’ ‘assenteismo’ di sabato è la dimostrazione della delusione e della stanchezza. Non di disamore”.
Giusto quindi non mollare?
“E’ dura, ma bisogna crederci ancora. La percentuale seppur minima di riuscire nel miracolo c’è. Mi aspettavo di vedere una maggiore grinta tra i giocatori, mi auguro tanto che non si abbattano”.
Come hai visto la squadra?
“Male. L’espulsione ha condizionato non poco il match. Il caldo e la scarsa personalità di un gruppo giovane hanno fatto il resto”.
Quella retrocessione fa ancora male?
“Se penso che quell’anno noi con 46 punti andammo a fare i play-out e con lo stesso risutltato nell’attuale torneo altre squadre si sono salvate il rammarico è grande. Purtroppo ancora oggi mi porto dentro il dispiacere di non aver potuto disputare la sfida decisiva al Partenio, ogni qualvolta abbiamo giocato nel nostro stadio non abbiamo mai fallito”.
Nessuno dimenticherà mai le tue lacrime e quelle di Rastelli al Curi.
“La mia esperienza ad Avellino è stata bellissima. Perugia è stato l’unico neo ed io tiferò sempre e comunque per questi colori, perché sono stato benissimo”
Deve essere un dipiacere per chi ha vinto il campionato lo scorso anno e sta lottando per conservare quello che ha ottenuto sul campo…
“Sono stati fatti gli stessi errori. Mi fa rabbia perché so quanto i ragazzi che sono rimasti stiano lottando per rimanere in cadetteria. Maglione aveva fatto un grandissimo lavoro, si è deciso di cambiare e con Lucchesi si è fatto lo stesso errore di Fedele. Speriamo in un epilogo diverso dal nostro”.
(di Sabino Giannattasio)