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A ‘tradirlo’ il suo profilo su Facebook. O meglio alcune caratteristiche pubblicate sulla pagina personale del social network che non hanno consentito la sua permanenza in giunta.
Nel profilo, infatti, il 21enne consigliere non aveva nascosto le sue ‘simpatie’ per il fascismo, corredate da tanto di foto del saluto romano, tanto in voga nel periodo fascista, e da chiari chiari riferimenti al movimento Fascismo e Libertà e al Partito Nazionale Fascista.
Una estromissione che probabilmente sarebbe passata inosservata se solo non avesse determinato, come diretta conseguenza, la caduta dell’intera giunta ed il conseguente commissariamento.