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Tutto è partito dalla segnalazione di un agente assicuratore che aveva riscontrato alcune irregolarità sui contratti assicurativi. “Un input grazie al quale – ha dichiarato il Tenente Russo – è stato possibile innescare gli accertamenti, fra i quali particolare rilievo hanno avuto le perquisizioni effettuate presso le sedi di sub-agenzia e di filiali delle compagnie assicuratrici (Fondiaria-Sai ed Unipol) nonché presso le abitazioni dei soggetti coinvolti”. Così come determinanti sono stati gli elementi informativi emersi dalle dichiarazioni dei titolari delle polizze falsificate, quasi tutti residenti nella provincia di Napoli. Una serie di dati che nel corso del tempo hanno fatto chiarezza sul sistema di truffa utilizzato. Un meccanismo collaudato che senza una svolta investigativa probabilmente, ha aggiunto Russo: “Avrebbe potuto alimentare l’illecito giro d’affari ancora per molto tempo”. Era ben organizzata infatti la banda, articolandosi su una ‘base operativa’ costitita da un sub agente della Fondiaria-Sai (D.F., 30enne con domicilio a Gesualdo) e un sub agente della Unipol (B.P. 38 anni, domiciliato ad Ariano Irpino). E a completare il quadro una serie di individui operanti prevalentemente nell’hinterland napoletano nel ruolo di procacciatori d’affari, alcuni con precedenti penali, in tutto sei: A.C. 42enne di Pomigliano d’Arco, F.I. 32enne e C.G. 26enne, entrambi di Sant’Anastasia, G.D. 32enne di Massa di Somma, C.R. 28enne di Pollena Trocchia e infine T.D. 31enne di Villanova del Gebbo (Rovigo). Un nono membro è infine deceduto in questi mesi di svolgimento delle indagini. Compito dei procacciatori era quello di avvicinare i ‘clienti’, dapprima stretti conoscenti e poi, attraverso il ‘passa parola’, in un ‘giro’ sempre più allargato, proponendo polizze con classi di rischio più favorevoli. Una prassi che consentiva di ridurre notevolmente l’importo ufficiale del contratto assicurativo e che veniva supportata dalla falsificazione dei documenti. Indicazione di dati anagrafici e località di residenza alterati infatti contribuivano ad abbassare illecitamente l’importo, truffando peraltro anche il Servizio Sanitario Nazionale, per la mancata devoluzione della rispettiva quota parte sui premi. Per questo ‘servizio’ la tariffa richiesta ai sottoscrittori, oltre alla stipula del contratto, era di circa 100 euro a cavallo fiscale del mezzo assicurato. Un corrispettivo illecito che esauriva il suo ‘gettito’ nel corso del primo anno. Il vantaggio per il titolare della polizza falsa stava invece nella possibilità di ritrovarsi, a partire dal secondo anno, con un conveniente contratto d’assicurazione, che nel frattempo era passato automaticamente alla prima classe di rischio. Il compito della ‘base operativa’ era quello di ricevere la documentazione, falsa o da falsificare, e trasmetterla alle suddette agenzie, operanti sul territorio di Ariano, affinché formalizzassero l’operazione. Come se non bastasse la normativa in materia permette di estendere i benefici sul premio anche alla parentela. Condizione quest’ultima che avrebbe rischiato di far estendere a macchia d’olio i titolari di polizze false.
Soddisfazione al Comando Provinciale per l’importante risultato conseguito, come ha sottolineato il Colonnello Mario Imparato, rimarcando l’impegno e la consistenza del lavoro portato a termine dal Tenente Russo e dalle Fiamme Gialle della città del Tricolle. Imparato ha infine preannunciato i temi del prossimo incontro mensile con gli organi di stampa, fissato per il 30 ottobre, dove grande risalto verrà dato ai sequestri, in preoccupante crescita, di slot machines illegali. In tal senso ha affermato: “L’istituzione del consueto incontro mensile rientra nella nostra linea di coordinamento con gli organi di stampa. Una sinergia, che mi auguro si rafforzi sempre più, grazie alla quale si garantirà un servizio più professionale e puntuale all’intera cittadinanza”. (di Eddy Tarantino)