Saldi al via, ma non c’è la fila davanti ai negozi
Redazione online
Vetrine allestite con i cartelli dei saldi. Doppio cartellino dei prezzi, ma per i commercianti il primo giorno dei saldi non parte con il piede giusto. Le file davanti alle porte che si registravano il primo giorno dei saldi restano un ricordo. Anche al Corso di Avellino non c’è stato quell’assalto che tutti si attendevano, nonostante da parte dei commercianti ci fosse la speranza che quegli 80 euro in più messi in busta paga dal Governo Renzi fossero stati reinvestiti. “Il bonus di 80 euro potrebbe rivelarsi un incentivo all’acquisto per i prossimi saldi- dichiara Lamberto Santini, presidente dell’Adoc, l’Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori- inquadrandosi in un percorso di risparmio e buon utilizzo dell’entrata extra in busta paga. Ad ogni modo crediamo che i commercianti debbano puntare sulla qualita’ dei prodotti e su prezzi equi, giusti e sostenibili, in modo da diventare un vero e proprio valore aggiunto in questa delicata fase economica, recuperando anche il rapporto fiduciario con famiglie, improntato sulla lealta’ e non sulla furbizia che, al contrario, va penalizzata quando arreca un danno ai consumatori. E’ stato un anno difficile, le famiglie sono state tartassate e i soldi a disposizione sono limitati, nonostante il bonus. Ci auguriamo che quest’occasione non vada sprecata”. L’Adoc mette in guardia i consumatori sui comportamenti scorretti di alcuni negozianti, e si augura che l’obbligo di Pos, in vigore da oggi, possa essere un deterrente contro la disonesta’. “Puo’ capitare che vengano applicati sconti non reali e non veritieri, in quanto basati su prezzi non corretti. Come Adoc giudichiamo intollerabili questi comportamenti disonesti, soprattutto in un momento di difficolta’ estrema come l’attuale- continua la nota- Non e’ possibile manipolare i prezzi al fine di ingannare la clientela, un’azione inaccettabile che penalizza non solo gli acquirenti ma anche tutti quei negozianti onesti che praticano prezzi equi e giusti e che fanno del rapporto di fiducia con i consumatori un imperativo. In questo senso ci auguriamo che l’obbligatorieta’, per quanto incerta, di avere un POS e di accettare pagamenti con carta per importi maggiori di 30 euro, possa costituire un deterrente verso tutti quei comportamenti disonesti, lasciando spazio alla trasparenza. Certo e’ che la mancanza di una sanzione in caso di assenza del dispositivo rende la norma quantomeno di difficile applicazione. Inoltre riteniamo che gli istituti bancari debbano venire incontro ai professionisti, prevedendo costi di utilizzo piu’ bassi rispetto agli attuali”.