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Il libro, che si avvale di una introduzione di Alessandro Quasimodo, figlio di Salvatore, nasce come contributo alla “battaglia” ingaggiata dal Centro di Documentazione sulla poesia del Sud per far modificare le cosiddette “indicazioni” dell’allora Ministro dell’Istruzione Gelmini, che con un decreto del 2010, escludeva i poeti e gli scrittori meridionali dai programmi dei licei.
Le “indicazioni” prevedono infatti che «Dentro il secolo XX e fino alle soglie dell’attuale, il percorso della poesia, che esordirà con le esperienze decisive di Ungaretti, Saba e Montale, contemplerà un’adeguata conoscenza di testi scelti tra quelli di autori della lirica coeva e successiva (per esempio Rebora, Campana, Luzi, Sereni, Caproni, Zanzotto, …). Il percorso della narrativa, dalla stagione neorealistica ad oggi, comprenderà letture da autori significativi come Gadda, Fenoglio, Calvino, P. Levi e potrà essere integrato da altri autori (per esempio Pavese, Pasolini, Morante, Meneghello…)». Nessun meridionale, nemmeno Quasimodo, nemmeno Tomasi di Lampedusa. Sono scomparsi Sciascia, Silone, Jovine, Gatto, Scotellaro, Sinisgalli, Vittorini, De Libero, e tutti gli altri poeti e scrittori meridionali che hanno fatto grande la letteratura italiana del Novecento. Un incontro, quello di venerdì prossimo, che si annuncia proficuo e stimolante. Intanto, il “Foglio volante”, rivista diretta da Amerigo Iannaccone, ha dedicato per tre mesi consecutivi pagine alla questione sollevata dal Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud. L’obiettivo dell’incontro, secondo i componenti del Centro, sarà di diffondere anche nel Molise una sensibilità nuova verso la cultura del Sud e di convincere anche le autorità e gli intellettuali locali a sostenere la proposta del Centro di integrazione delle “Indicazioni nazionali”; con poeti e scrittori del Sud.