![]()
“Il Partito democratico deve restare – aggiunge Saggese – il partito dei cittadini democratici, il partito delle persone in carne ed ossa e non deve trasformarsi in un partito che si riconosca in un leader, e il cui destino è strettamente legato al leader e alle sue “fortune” politiche.
Quindi, il Partito democratico deve saper confrontarsi sulle idee, sullo scambio e sul dibattito libero e democratico, deve continuare ad essere un baluardo per la democrazia in Italia. Soltanto se continuerà ad essere un “partito impersonale” potrà svolgere pienamente la sua funzione, ponendosi sulla scia della tradizione di centro-sinistra cui fa riferimento da sempre. Perciò, una grande coalizione, che si riduca al nome di una figura riconosciuta come carismatica, di un “solo uomo al comando”, concetto che è estraneo alla tradizione della sinistra italiana, non convince e potrebbe rivelarsi infausta per il futuro non solo del Partito democratico”.