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I fatti: nel 2008 una famiglia di imprenditori della Valle Caudina aveva chiesto un prestito di 13 mila euro al boss, che però negli anni era aumnetato ingiustificatamente a 70 mila euro. A seguito del rifiuto di elargire una somma così ingente, i quattro avrebbero dato inizio ad attività persecutorie, minacciando le povere vittime; nel 2010 la moglie dell’imprenditore fu anche picchiata selvaggiamente dopo il rifiuto agli strozzini di pagare la somma avanzata.
Dopo tale vicenda cominciarono intercettazioni ambientali e controlli che poi portarono la Dda di Napoli a chiedere al Gip del capoluogo campano l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere.
Nonostante il pesante quadro accusatorio, il Tribunale di Avellino ha deciso per gli arresti domiciliari del Pagnozzi, che fin dagli anni ’70 è considerato elemento di spicco della criminalità campana.