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S. Mango – Il sogno di Don Cyriaque: un ospedale irpino in Burundi

S. Mango sul Calore – Don Cyriaque Sindayihebura, Parroco di San Mango Sul Calore, da 12 anni in Italia, nazionalità italo-burundese, ha fondato un’associazione internazionale ‘Ong Madre Teresa Onlus’ (Piazza Santuario, 83050 S. Mango Sul Calore) per venire incontro alla gente del Burundi (Africa centrale).
Prima con le adozioni a distanza, poi, gradualmente, con la generosità partecipativa dei benefattori, si sono realizzate opere (scuola, campo sportivo, sala polivalente per cinema e teatro ‘arrangiato’) per dare possibilità alla popolazione di imparare le regole dell’igiene, l’alfabetizzazione, e, ogni tanto, divertirsi con il teatro, lo sport, le conferenze, la musica. “E’ meraviglioso per quella gente priva delle minime ed essenziali necessità di vita – spiega Don Cyriaque -. Ora sto pensando di fare meglio: la costruzione di una struttura ospedaliera in Burundi. Si chiamerà ambulatorio Giuseppe Moscati in Burundi? Centro di salute, Sorriso irpino, Centro Giuseppe Moscati…?”. Per Don Cyriaque c’è solo l’imbarazzo della scelta. E intanto l’appello va al personale dell’ospedale G. Moscati, come pure alla Direzione generale dell’Asl… “insieme alla Ong Madre Teresa Onlus … insieme per una struttura sanitaria in Burundi. Volete sognare con me per una sfida di civiltà? Incredibile ma vero”. Questi i dati sulla sanità in Burundi. Notizie agghiaccianti, quelle che sintetizza Don Cyriaque, in cui miseria e povertà fanno soltanto vittime. “La situazione sanitaria si presenta così: 1 medico per 10.000 abitanti; 1 infermiere per 3000 abitanti; 1 ospedale ogni 250.000 abitanti; mortalità infantile: 13 per cento; mortalità materna: 8 per cento; parti nelle strutture sanitarie: 8 per cento; inesistenza di assistenza primaria di base; servizi sanitari senza qualità e addirittura inesistenti; gran parte della popolazione non ha accesso alle cure sanitarie di base”, spiega il Parroco italo-burundese.
I fattori di questa inaccessibilità sono molteplici: anzitutto la povertà, l’insufficienza di personale sanitario (medici, infermieri, infrastrutture sanitarie, ospedali e centri di assistenza medica non escluso il costo elevato delle cure e le difficoltà del governo di farle arrivare ai gruppi vulnerabili). Senza parlare di situazioni indescrivibili di aids, le epidemie, dissenterie, morbillo, malaria, colera… e altre dovute a carenze nutritive generalizzate e ad una insufficienza di farmaci e di personale medico sanitario. “Rilanciamo un progetto umanitario a favore della popolazione africana del Burundi, a parte il  bisogno di fare adottare  300 bambini, con voi persone e istituzioni, possiamo molto e molto di più con un pizzico di ottimismo: nel sogno, vedo una realtà immensa”. Il tutto partendo dall’idea già matura di coinvolgere tutto il personale dell’Ospedale G. Moscati (dal recezionista, all’assistente sociale, includendo infermieri, amministrazione, analisti, dottori e specialisti, fino alla Direzione generale) “… e perché non altre istituzioni pubbliche (scuole, Regioni, Confindustria, club,…cantanti…”.
La Direzione dell’azienda ospedaliera due anni fa avrebbe già assegnato tre dottoresse. Poi, il progetto non è partito. Ma, a dire di Don Cyriaque, basterebbero anche due anni di raccolta fondi per un’opera grandiosa. “Ho visto tanta gente ammalarsi, soffrire, agonizzare e morire nella disperazione totale. Da solo, sono impotente, però dentro di me, una volontà superiore mi spinge a gridare e a chiamare tanti fratelli come voi per mettere insieme le nostre forze affinché possiamo intervenire in questa situazione di fortissima precarietà”.
Insomma, un appello con il cuore, rivolto a chi un cuore ce l’ha: “Il Burundi rischia di affondare tra miseria e malattie se non ci impegniamo sul serio”. (di Antonietta Miceli)

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